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L'INDISCRETO di Maurizio Ronconi | Giunta Tesei, la sanità oscura tutti i risultato positivi: senza un segnala forte... addio sogni di gloria

Incomprensibile la permanenza di un assessore veneto ed in Umbria solo per indicazione politica del Segretario del suo partito nazionale

Non appartengo al coro dei critici in servizio permanente della Giunta regionale e della sua Presidente. Anzi, ne riconosco volentieri alcuni meriti ed iniziative tutt’altro che disprezzabili. L’impulso dato all’aeroporto di Sant’Egidio, proprio quando i più non scommettevano un soldo sul futuro dello scalo stretto com’era da Fiumicino e Ciampino ma anche da quelli marchigiani, è un merito che volentieri è da riconoscere alla caparbietà della Giunta regionale. E non è questione di secondaria importanza se davvero si vuole fare dell’Umbria un importante hub turistico oltre, perché no, un potenziale riferimento per il terziario avanzato. La Presidente c’ha creduto, ci crede e ha fatto bene. Anche il settore delle comunicazioni e trasporti, al netto delle non poche criticità che per altro affondano le ragioni su difficoltà antiche, grazie all’attivismo dell’assessore e al necessario supporto della presidenza, ha dimostrato vitalità e significativi avanzamenti.  Non che tutti i problemi siano d’incanto risolti, ma data la difficile contingenza pandemica, economica e gli antichi ritardi, quello che nel settore è stato fatto ma soprattutto progettato in questi ultimi anni di di centro destra non è da disprezzare né da sottovalutare.

Ma al di là del sereno, nubi minacciose e foriere di tempesta si stagliano chiaramente. Il rischio è che gli errori, i ritardi, soprattutto politici, vadano ad offuscare quanto invece di buono è stato fatto. Di fronte al fallimento del sistema sanitario, sarebbe comunque ingiusto imputare solo alla Regione Umbria una deriva drammatica che invece è nazionale, la Presidente e la maggioranza di centro destra hanno manifestato incertezze ed indecisioni.

Rimane ingiustificato non solo la nomina ma ora anche l’inamovibilità del vertice politico del settore ormai bersaglio facile e scontato di tutte le responsabilità. Incomprensibile la permanenza di un assessore veneto ed in Umbria solo per indicazione politica del Segretario del suo partito. In molti continuano a subire la  vicenda come una mortificazione, un disconoscimento delle capacità del management sanitario ed amministrativo locale ma anche una sorta di impotenza dei politici locali. La Presidente della Regione non ha avuto contezza che al di là di quanto di positivo è stato fatto, la sanità, come un mantra, supera, copre tutto e induce ad un giudizio complessivo e non positivo dell’operato della Giunta. Bisognava intervenire per dare un segnale forte, che sottolineasse anche una volenterosa e schietta autocritica per quanto si sarebbe dovuto fare e non è stato fatto.

Tutte le attenuanti possibili ma anche la consapevolezza che difronte al bisogno, alla malattia, il cittadino non considera le attenuanti ma solo le responsabilità di ritardi, manchevolezze, disagi. Tutto questo non è  stato considerato con le conseguenze, anche politiche, che oggi si scontano. Il non aver voluto, o potuto, dare seguito ad un rimpasto di Giunta offrirà il destro al partito di gran lunga di maggioranza relativa, Fratelli d’Italia, di chiamarsi fuori dal fallimento della gestione della sanità, di considerarsi corpo separato di una maggioranza di cui da un punto di vista gestionale non ha fatto parte, di  considerarsi, giustamente dal loro punto di vista, non responsabili dei fallimenti ma anche parte di una squadra che alcune scommesse l’ha vinte. Una posizione politicamente assai vantaggiosa conseguente delle incertezze di chi doveva aggiustare una squadra che non funzionava e che era divenuta elettoralmente squilibrata.

Alla fine è arrivata la sentenza. Nientemeno il plenipotenziario, il “principe cognato”, l’autorevole ministro Lollobrigida, sentenzia che al volgersi della fine della legislatura regionale, FDL non è più interessato ad un rimpasto di Giunta. Come dire, ora vedetevela voi, ne riparleremo tra un anno. Intanto a destra, rinfocolate dalle incertezze registrate in Regione, iniziano le schermaglie, chiamiamole così per andarci leggeri, a Terni e nei comuni prossimi al rinnovo. Inizia la vera partita, quella che riporterà nel centro destra equilibrio tra le forze in campo ovvero al cambio di guardia nella tolda di comando tra Lega e Fratelli d’Italia. Tutto poteva essere gestito con più sagacia, ora invece dalla guerriglia si rischia la guerra. Con tutte le conseguenze. Si poteva sperare che l’armonia nella coalizione di destra durasse più a lungo.

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