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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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IL BLOG di Franco Parlavecchio | La rivoluzione delle donne: la vittoria del Premier Meloni... ha spianato la strada alla "rossa" Schlein

Il mondo politico italiano è stato completamente stravolto da una inaspettata rivoluzione al femminile, velocissima ed inarrestabile. Mentre la vittoria di Giorgia Meloni era confermata da tutti i sondaggi, quella di Elly Schlein come prima leader donna del Partito Democratico ha ribaltato tutti i pronostici diventando la sorpresa più inattesa. Chissà se la Schlein sia consapevole che la sua più grande fortuna, la vera carta vincente è stata l’elezione della prima Presidente del Consiglio che ha aperto la strada rosa, ha cambiato il segno di un’Italia apparentemente pronta a premiare la scelta femminile di governo e d’opposizione.  

Rispetto alle primarie del PD anche l’avversario ha contribuito alla sua stessa caduta. Bonaccini sta ancora riflettendo su quale strano evento astrale le circostanze l’abbiano condannato a perdere nonostante qualche giorno prima abbia avuto la fiducia della maggioranza degli iscritti. Bonaccini era sicuro, forse troppo sicuro; in certi ambienti non puoi permetterti di affermare che l’elezione a segretario diventerà l’occasione per mettere ai margini il vecchio gruppo dirigente.

Ma le primarie aperte sono fatte così: tutti possono andare a votare, di fatto togliendo completamente significato al ruolo dell’iscritto. Così tanto da riuscire a far eleggere una persona che fino a pochi giorni prima era una non iscritta fortemente critica del partito di cui è diventata leader. A questi percorsi piuttosto singolari per chi era abituato a vedere sempre lo stesso schema politico per anni, si aggiunge un’altra anomalia nazionale: la leader del centro destra Giorgia Meloni, romana, proviene da una estrazione popolare; ha fatto il classico percorso politico di formazione e gavetta fino alla sua consacrazione. Elly Schlein viene da una famiglia benestante, rappresentante perfetta di una sinistra radical chic; ha vissuto il suo percorso formativo esclusivamente da militante attivista fino al parlamento Europeo e poi con un salto triplo dalla Regione Emilia Romagna come vicepresidente, al Parlamento, fino alla segreteria nazionale del Partito Democratico con una velocità da politica navigata.

Due rappresentanti al contrario, un percorso completamente inverso rispetto alla cultura dei leader laburisti e conservatori a cui siamo abituati ma molto simili alle fasce di consenso che in questi ultimi anni hanno attratto queste formazioni politiche. Se un tempo la classe operaia avrebbe votato in blocco un partito di sinistra, ora si sposta verso destra così come le ultime tornate elettorali ci hanno ampiamente dimostrato. Chi pensa di rappresentare un ceto sociale in realtà dialoga perfettamente con il suo opposto. Al di là di ogni commento politico, è indubbio che ci troviamo di fronte ad un quadro generale che contrariamente ai consueti tempi della politica, si è rapidamente modificato, un superamento definitivo di ogni vetero discrimine di genere dal quale non si tornerà più indietro.

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