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Il blog di Franco Parlavecchio | Vi chiedete del perchè di questi candidati senza arte né parte? Ecco di chi sono i figli....

Questa è la politica di oggi. Pensate lo stesso metodo applicato al mondo del lavoro: cercasi direttore d’azienda, nessuna esperienza lavorativa, no curriculum, solo chiacchere e distintivo

Cercasi candidata/o sindaco, nessuna esperienza politica, no curriculum istituzionale, solo un grande sorriso splendente. È un po’ la moda del momento, si inseguono persone che non abbiano alcun rapporto con il mondo politico, almeno apparentemente, come se questa caratteristica fosse una certezza di qualità e non corruttibilità. È solo un’illusione perché l’unica verità è quella di trovare futuri eletti disorientati che diventano marionette per qualche furbetto di turno.
 
Pensate lo stesso metodo applicato al mondo del lavoro: cercasi direttore d’azienda, nessuna esperienza lavorativa, no curriculum, solo chiacchere e distintivo…   E come se domani nel vostro posto di lavoro arrivasse qualcuno a imporvi direttive pur non avendo alcuna idea su ciò che sta affrontando.  Sareste totalmente mortificati e offesi perché consapevoli che ancora una volta non ha vinto il merito.
 
È una follia diventata normale come se gestire una città o una Regione possa essere alla portata del primo che bussa alla porta. La politica è studio, formazione, militanza e tanta passione. Non è uno scenario per principianti ma un teatro adatto ad esperienze di vita dedicata all’impegno civico misto anche ad un inevitabile tocco di narcisismo. Non si può improvvisare, si deve conoscere la realtà amministrativa perché ritrovarsi eletti nelle istituzioni non può essere strumento di recupero sociale per chi non ha avuto successo nella vita.
 
Purtroppo, sono rimasti tutti infettati dall’abbaglio grillino. Da quando sono entrati nella scena politica italiana sono riusciti a suggestionare anche le scelte dei partiti tradizionali. Quelli che invece di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno hanno preferito adagiarsi per godere di tutti i privilegi di quel Palazzo che tanto detestavano, causando danni ben peggiori dei cosiddetti professionisti della politica.
 
Purtroppo, quando ti arriva l’offerta di rappresentare potenzialmente tutti i cittadini, rischi di cadere nella trappola della vanità che provoca quel corto circuito che ti priva di quel sano coraggio per esprimere un corretto rifiuto. Comunque vada, la scelta finale spetterà sempre ai cittadini, compresa quella di farsi del male, perché sostenere un pessimo governante significa condividere il peggioramento della qualità della nostra vita. Ma forse questo è solo un dettaglio…

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