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Martedì, 7 Febbraio 2023
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IL BLOG di Franco Parlavecchio | Il successo del Capodanno Rai a Perugia e la sconfitta del centrosinistra di casa nostra

Passato il fine anno, rimasta la scia delle polemiche, è arrivato il tempo dei bilanci. Il Capodanno 2022 sarà ricordato come uno dei più inutilmente polemici della storia di Perugia. Tante critiche avanzate da un gruppo che si sente élite al di sopra di ogni parte, depositario della verità assoluta.  Se queste persone così dotate della cultura universale avessero governato la città, forse avrebbero fatto la medesima scelta dell’attuale amministrazione comunale. Ma dato che lo sport locale preferito è quello di distinguersi e di contrapporsi anche senza ragione, allora meglio sputare odio con la pancia piena piuttosto che abbassarsi ad aprire la mente.

Per loro il sogno sarebbe quello di un bellissimo centro storico vuoto dedicato a qualche ricco pensatore, aggiungendo magari un Capodanno nazional popolare (una volta l’anno bisogna essere magnanimi con la plebe…) all’insegna della sagra della porchetta con un mega tendone a coprire tutto Corso Vannucci, preceduto da una caccia al cinghiale.  Per il resto dell’anno un centro storico completamente chiuso e dedicato ad un piccolo gruppo di potere, senza più negozi, locali o altri disturbatori della quiete.

Personalmente al concerto non ci sono stato perché la proposta musicale della serata non rientra nei mei gusti. Soprattutto se si tratta di una sfilata di dinosauri che si esibiscono rigorosamente in playback. Magari avrei preferito un bel fine anno coincidente con l’ultima tournée mondiale dei Kiss. Ma questi sono solo sogni irrealizzabili…

La scelta è stata azzeccata e chi non lo ammette manca di lucidità e forse anche di buona fede.  La nostra città e tutta la Regione hanno usufruito di uno spot assolutamente unico ed irripetibile con un indotto turistico commerciale veramente indiscutibile, una promozione nazionale ad un costo trascurabile rispetto al risultato.

Il Duomo non è stato lesionato, la Fontana Maggiore non è crollata, problemi di sicurezza non ci sono stati e nonostante qualcuno ci sperasse, non si non visti infortuni sul lavoro. Alla platea dei rosiconi c’è poco da dire: è stata una grande manifestazione che ha dato una forte iniezione di fiducia per il futuro di Perugia con un effetto trascinante per tutta la Regione. Alle fine di questa diatriba senza senso dobbiamo imparare a ricordare che la nostra splendida Perugia meriterebbe di alzare il livello del dibattito per continuare a guardare avanti. 

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