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IL BLOG di Franco Parlavecchio | Farine prodotte con gli insetti e lacune: quali e quanti potenziali rischi allergia


“Mi scusi cameriere, ho una mosca nel piatto. Non si preoccupi l’abbiamo messa come decorazione per il suo gustosissimo piatto di cavallette rosolate”. Quella che poteva assomigliare ad una presa in giro, ora diventa realtà. La famosa dieta mediterranea come modello da seguire per la nostra alimentazione si adegua alla novità del momento a base di insetti, con la persuasione che così risolveremo il problema della fame nel mondo.

E’ successa la stessa cosa quando hanno iniziato ad introdurre gli organismi geneticamente modificati in agricoltura che in un attimo sono finiti direttamente nel piatto senza il nostro consenso. Qualche bravissimo scienziato, ben sostenuto dai produttori accompagnati da un pesante libretto degli assegni, diede il proprio “disinteressato” benestare alla circolazione degli Ogm senza alcun rispetto per un normale principio di precauzione.

Metodi di condizionamento anche culturale che hanno permesso di modificare alcuni elementi naturali attraverso un nostro silenzio assenso, come nel caso del grano che è stato raffinato fino a renderlo sempre meno digeribile, provocando così un danno enorme alla popolazione che ha visto aumentare a dismisura le più disparate intolleranze alimentari.

Adesso siamo entrati nel mondo degli insetti; prima li scacciavamo dalle case, ora invece al posto dell’insetticida utilizzeremo direttamente la pentola a fuoco alto.  Di queste farine o prodotti simili ancora non si sa molto e la possibilità di aumentare il rischio di altre intolleranze o reazioni allergiche è l'unica certezza. Già nella nostra alimentazione sono presenti formaggi con insetti o muffe considerate commestibili ma non tutti hanno la capacità di metabolizzarle.

Si parla di offrire informazioni utili per dare la possibilità al consumatore di scegliere ma nessuno ci potrà garantire se effettivamente siamo già diventate cavie umane, oggetto di esperimenti, come già successo in precedenza. Mi sarei atteso critiche molto più aspre da parte dei consumatori e delle organizzazioni di categoria. Nessuna associazione a difesa delle tarme… E’ l’ennesima dimostrazione di quanto contiamo in Europa, alla faccia della nostra tanto decantata alimentazione sana e variegata. Non sarebbe stato meglio concentrarci sugli sprechi alimentari e su una corretta alimentazione più rispettosa dell’ambiente e della salute dei cittadini?
Vi lascio volentieri coleotteri e bruchi, io gradisco solo asparagi e carciofi.

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