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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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FURTI STORICI Cimitero monumentale, quando nel 2018 i soliti ignoti forzarono la tomba Bellière e tentano di trafugarne i busti

Il tentativo di furto alla tomba Belière si è consumato in modo vandalo

Cimitero monumentale. I soliti ignoti forzano la tomba Bellière e tentano di trafugarne i busti. Notizia che non stupisce più di tanto. Infatti i furti sono diventati faccenda ordinaria, da quando sono state abolite le figure dei custodi cimiteriali. Ridurre è pur sempre un risparmio. Ma mette a rischio l’integrità del patrimonio di affetti e di arte (in)custodito nel nostro cimitero. La notizia e le immagini ci provengono dall’amico Luciano Giacchè, studioso appartato e rigoroso di beni ambientali e culturali, che ricorda un fattaccio avvenuto nel 2018 che aveva fatto molto rumore ai tempi. Fondamentali le sue ricerche su Ferdinando Cesaroni, poi tradotte in un libro indispensabile. 

Cappella_Belliere-1895ca-2Notevole anche la sua battaglia a difesa dell’Isola Polvese, ormai tristemente lasciata al proprio destino, senza custodia, senza manutenzione. L’opera funeraria fu commissionata  dal ricco possidente Ferdinando Cesaroni ad Ulpiano Bucci. Nella foto in pagina si distinguono i busti di Ferdinando Bellière e della moglie Assunta Cesaroni, sorella di Ferdinando Cesaroni. Ricordo che Bellière si occupava di piantare essenze verdi che impedissero agli argini delle prime ferrovie di franare, e Cesaroni si mise a lavorare con lui. In armonia di affetti e di affari. Pare anzi che da questa impresa possano essere derivati gli ingenti capitali che permisero al neo ricco Cesaroni di realizzare imprese memorabili. In termini di costruzioni e di acquisizioni di rilievo: da Palazzo Cesaroni alla Villa del Cardinale.

Forzano la tomba Belière e tentano di trafugarne i busti

Il tentativo di furto alla tomba Belière si è consumato in modo vandalo. Nella immagine datate 2018 in gallery si vede l'interno così come trovato (e fotografato) non appena la Cooperativa di Pulizie ha tempestivamente avvisato Luciano Giacchè della effrazione.

Chiedo all’amico Luciano: Come mai non hanno saccheggiato i busti marmorei?
“Perché, probabilmente, erano troppo pesanti”.
Luciano ha fatto reinstallare, dall’esperto Mirco Pappafava, il busto di Bellière e rafforzare la colonna che lo sosteneva.
Racconta, e documenta, Luciano: “L'esterno della cappella è decorato con figure stilizzate che nel tempo hanno perso l'originaria decorazione, ma che la rendono del tutto particolare, rispetto alle altre cappelle” [non lontana da lì la tomba Spagnoli, ndr.].

Se ne potrebbe fare oggetto di studio storico-artistico, vero?
“Ho cercato di convincere l'Accademia a studiare Ulpiano Bucci che è stato purtroppo oscurato da Guglielmo Calderini con cui collaborava”.
Nessuno si è dichiarato disponibile?
“Se Fedora Boco [la coltissima bibliotecaria ABA, ndr] fosse stata ancora in servizio, forse si sarebbe potuto fare”. Personalmente non dispero. Giro la richiesta, e la proposta, al direttore Emidio De Albenitiis.

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