Lunedì, 14 Giugno 2021
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Il Blog di Franco Parlavecchio | Il caso della libraia contro la Meloni, in democrazia i libri non si censurano, non si nascondono

Avete mai visto il bellissimo film del 1966, diretto da Francois Truffaut, Fahrenheit 451? In questa fantascientifica storia i libri sono considerati oggetti sovversivi, strumenti pensanti, e come tali da eliminare.  Nel caso specifico vengono accumulati e bruciati per volere di un sistema che preferisce governare un gruppo di automi lobotomizzati da un sistema mediatico che annebbia le menti. Con tutte le dovute proporzioni, vorrei che non cadessimo nel tranello di chi vorrebbe far diventare un'eroina la libraia di Roma che ha scelto di non mettere in vendita il libro di Giorgia Meloni.

La sua potrebbe essere la libera valutazione di una commerciante che decide di non vendere un prodotto per motivi etici. Ma nel caso specifico stiamo parlando di un prodotto culturale: un libro. Pensate solo per un attimo se tutte le librerie d’Italia decidessero di non vendere un qualsiasi libro per presunte scelte etico politiche. Sarebbe come mimetizzare uno pseudo intento democratico per trasformarlo in una chiara censura degna di un pericoloso pensiero unico che puzza tanto di sottocultura suprematista. Non esiste un’unica morale, il mondo è molto più vario di quello raccontato dalla libraia che forse dimentica la sua missione culturale e si erge a maestrina dell’educazione civile.

Voglio rivendicare la scelta di non comprare il libro della leader di Fratelli d’Italia non perché qualcuno ha voluto censurarlo ma per la sola ragione che a me non interessa leggerlo.  Mai vorrei che qualcun altro avesse il potere di scegliere per me. Il giorno in cui vedrò un tabaccaio rifiutarsi di vendere le sigarette per la difesa della salute pubblica, allora potrei anche ripensarci. Intanto fatemi vedere quel libro esposto in tutte le librerie e lasciatemi la libertà di ignorarlo, democraticamente.

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