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INVIATO CITTADINO Galleria di Fontivegge, montaggio della copertura in legno

C’è chi dice sia insopportabilmente brutta. In effetti, bella non è

Galleria di Fontivegge, montaggio della copertura in legno. C’è chi dice sia insopportabilmente brutta. In effetti, bella non è.

Il valore aggiunto degli elementi metallici si perde, coperto com’è dalle tavole.

Un elemento di sgradevole discontinuità è costituito dall’irregolarità. Si direbbe, in termini colti, che si è preferita la ‘variatio’ alla ‘concinnitas’. Ci spieghiamo meglio.

Nei primi cinque elementi, a far capo dalla Stazione FS, la copertura posteriore si sospende a una certa altezza. Proseguendo, invece, le tavole arrivano fin quasi a terra. La spiegazione ce l’hanno data motivando la scelta con l’opportunità di nascondere la bruttura costituita da un edificio fatiscente che dovrebbe essere riqualificato. Ma intanto è meglio mettere la polvere sotto il tappeto.

E veniamo agli ultimi tre elementi in prossimità del piazzalone Bus terminal e Minimetro.

Questi elementi resteranno scoperti. Anche di questo conosciamo la ragione. Riconducibile alla circostanza che la pannellatura lignea avrebbe finito col coprire, impattando i pannelli mobili pubblicitari. Arrecando, insomma, un danno che avrebbe comportato una richiesta di danni e lavoro per gli avvocati.

E c’è una ulteriore bruttura, segnalataci da uno che ne sa di più. Il riferimento è a quell’obbrobrio di prototipo di galleria, collocato sul versante laterale dell’edificio. Si trattava, evidentemente, di una prova, di una simulazione. Tanto che i montanti, anziché metallici, sono di legno. E la copertura di prova è per metà in legno e per il resto in metallo. È qualcosa che definire brutto è riduttivo. Si provveda immediatamente a rimuoverlo e a farlo sparire per sempre dalla vista. Magari facendone fuoco.

Certo è che questa Galleria, della cui (in)utilità molti hanno discusso fin dall’inizio, viene peggio di come ci si aspettava. Eravamo partiti con le migliori intenzioni, ma si sta facendo di tutto per farci cambiare idea.

Ultima nota negativa, segnalata da un esperto. Il montaggio delle tavole è approssimativo e poco preciso nelle connettiture. O le misure non sono perfette, o il montatore ha preso male le misure fra distanze. Sta di fatto che fra un elemento e l’altro esistono dei solchi vuoti che non sono un bel vedere. Quando, al contrario, la copertura avrebbe dovuto essere in ordinata successione, senza soluzioni di continuità.

Aspettiamo la conclusione dei lavori perché la città possa dire una parola definitiva. Ma, già che ci siamo, non facciamoci prendere dalla fretta. Ci sono inaugurazioni (vedi Fonti dei Tintori) che aspettano da un paio d’anni. E non è successo niente. 

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