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FAVOLE | Il sogno di Maria Angela di Carla Ponti

Riceviamo e pubblichiamo l'opera inedita scritta da Carla Ponti, ex insegnante di Liceo, commediografa e regista teatrale,  oggi una meravigliosa signora 90enne, che ci onore dalla sua amicizia e collaborazione al nostro giornale. 

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di Carla Ponti

La notte di Natale un Angelo che aveva due ali piccole piccole perché non ne aveva meritate di più grandi e imponenti, pensò che fosse giunto il momento di fare qualcosa di bello e di buono. Aveva ricevuto frattanto da una fanciulla una lettera lunga lunga, nella quale la ragazza gli raccomandava che era ora di fare un miracolo. La fanciulla nel frattempo aveva scritto anche un libro, era la storia di un bambino diventato improvvisamente tanto povero. Fino a pochi giorni prima era felice: aveva un padre buono e affettuoso, una mamma tanto dolce che si chiamava Delizia e fratellini, cari fratellini e una bella casa. E tanto caldo d’inverno. Alcuni uomini cattivi, gelosi e invidiosi della sua fortuna, gli avevano tolto tutto. In una notte fredda gli avevano rapito il padre e incendiato la casa.  Il fanciullo si era salvato fuggendo lontano. Ora vagava solo e disperato e aveva tanto freddo.

L’Angelo pianse la sventura del bimbo. Il bimbo, non ve lo avevo detto, aveva salvato un libro, proprio il libro che la fanciulla andava scrivendo per lui. Quando la lettura del libro fu terminata il bambino lo chiuse. Lo ripose fra le foglie che formavano il suo giaciglio riparato da alti rami di un albero. Un giorno la fanciulla incontrò il fanciullo che tremava, aveva tanto freddo, tossiva, “che cosahai piccolo, stai male? Non hai una casa calda? Che cosa nascondi là sotto?”. C’era poco lontano l’Angelo dalle ali piccine. Guardava e guardava.

La fanciulla prese dalle mani del bimbo il libro. L’aveva dimenticato. “Questo è il mio libro. L’ho scritto poco prima di Natale. Com’è che è in tuo possesso”. “Ma io sono il protagonista del tuo libro, non te lo ricordi?”. “No”. I due giovani danno uno sguardo al libro.-Le pagine iniziano a gonfiarsi, si ispessiscono, crescono, diventano enormi. Tra una pagina e l’altra spuntano lembi di scialli, di coperte di lana, di berretti di lana, in breve il libro è tanto grande che diventa intrasportabile. Il bambino con due dita tremanti tira il lembo di una coperta, essa esce dalle pagine srotolandosi dolcemente. Lambisce il bambino, lo avvolge. Che tepore! Che dolce tepore. Il bambino non tossisce più e lentamente si addormenta. In un angolo la fanciulla piange, piange. In un altro angolo l’Angelo sorride. Le sue ali sono enormi.

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