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Domenica, 28 Novembre 2021
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IL BLOG di Franco Parlavecchio | La poco libertà di stampa ai tempi del Covid: se non sei asservito, sei finito. Cacciari e Report... ora lo sanno

Ogni anno viene pubblicata una classifica indipendente redatta da Reporter Senza Frontiere che rileva l’Indice mondiale della libertà di stampa. L’Italia nel 2021 si è piazzata solo al 41mo posto, ma non è una novità, è da tempo che galleggiamo in acque torbide. La graduatoria ci deve far riflettere seriamente sulla situazione attuale e sul livello di autonomia dei nostri organi di informazione molto diversi da come vorrebbero apparire con le loro copertine patinate. La libertà non riguarda solo la possibilità di esprimersi liberamente ma anche la tendenza ad essere particolarmente fedeli al potere per motivi di convinzione e convenienza

Negli anni il colore dei vari Governi è cambiato ma la musica è rimasta sempre la stessa, poca indipendenza e molto servilismo. Ancora di più in questo momento se alla guida del Paese ci sono tutti o quasi nella loro pantomima conflittuale ma vocata alla spartizione della torta, dove sembrano schifarsi ma nessuno molla. Sicuramente questi due anni di pandemia ci stanno facendo scivolare ancora più indietro nella graduatoria internazionale perché ha condizionato in negativo l'accesso alle notizie e la libertà dei media. I direttori dei quotidiani assomigliano sempre di più ai maggiordomi del Presidente di turno.

Basta dichiarare lo stato di emergenza e di punto in bianco l’informazione diventa monocolore, i giornali ancora più piatti, praticamente una sorta di gioco degli specchi dove c’è la compiacenza nel rivedersi sempre nello stesso modo. Prima era possibile leggere quotidiani con diverse sfaccettature per arrivare a determinare un pensiero più o meno emancipato. Ora basta leggerne uno; gli altri sono solo delle fotocopie sbiadite. In emergenza tutto è possibile: schiacciare il diritto di manifestare o negare il diritto allo sciopero a meno che a promuoverlo siano le sigle sindacali che appoggiano il Governo.

Però rimane la completa libertà di organizzare rave party senza regole, cioè altri momenti utili per spegnere il cervello. Succede così in tutta Europa? Il clima è acceso ma, con i dovuti distinguo, l’informazione continua a mantenersi più variegata nel diritto di informare e poi di scegliere. Da noi invece la stampa diventa strumento di lotta politica e personale. Basta uscire dallo schema e si viene linciati. Ne sanno qualcosa i programmi d’inchiesta storici come Report che da fonte attendibile diventa spazzatura o personaggi come Massimo Cacciari che fino a qualche giorno fa veniva presentato come noto filosofo ed intellettuale ed ora, con le sue posizioni anti green pass, viene presentato “solo” come ex sindaco di Venezia. Meglio placare i toni e rigenerare il dissenso pacifico perché la nostra democrazia è troppo giovane per fare a meno di una sana critica.


 

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