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Il blog di Franco Parlavecchio | Esaltare Fedez è direttamente proporzionale a magnificare Salvini al Papeete

Premesso che il progresso culturale, economico e sociale di un Paese è assolutamente in linea con il tema dei diritti e della loro tutela legislativa in tutte le loro espressioni, ridursi a prendere come esempio politico culturale un personaggio come Fedez è direttamente proporzionale a magnificare il mojito di Salvini al Papeete. In un percorso storico che con il tempo ha trovato tutto il suo degrado, si passa da Guccini e De Gregori, da Pelù e Jovanotti a ritrovarsi tra le braccia del duo Fedez – Ferragni. Questi sono diventati i nuovi punti di riferimento di una politica senza cultura.

Anche se “l’arte” di Fedez è musicalmente piacevole quanto un conato di vomito, ritengo che faccia bene ad esprimere qualche opinione su temi generali. Almeno cerca di distinguersi tra la massa di coloro che con in mano un microfono preferiscono estraniarsi completamente dal mondo reale. Secondo me ha utilizzato il luogo sbagliato. Lui che può permettersi di fare in qualsiasi momento dichiarazioni rivolte a migliaia di persone, ha abusato di un palco tradizionale della festa del lavoro per strumentalizzarlo a piacimento, soprattutto in un momento di crisi nazionale ed internazionale, dove il tema dell’occupazione sarà il vero punto dirimente del nostro futuro.

Fedez dimostra di essere molto distante da questa realtà precaria.  Vive dentro una campana elitaria. Un privilegiato che ha trovato il modo di fare soldi vendendo illusioni. Niente di nuovo, nemmeno la sorpresa nei confronti della reazione della Rai. Solo tanta ipocrisia per una azienda che è stata occupata e lottizzata in ogni modo da chiunque abbia governato il nostro Paese.

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