Domenica, 17 Ottobre 2021
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L'APPELLO | Referendum per l'abolizione della caccia, Picotti: "La caccia è una crudeltà mascherata da sport. C'è tempo fino al 20 ottobre"

Riceviamo e pubblichiamo l'appello per sostenere il referendum per l'abolizione della caccia. Iniziata la raccolta per arrivare alla soglia di 500mila firme. 

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di Simone Picotti - referente regionale Comitato Sì aboliamo la caccia.

Nello scorso autunno degli attivisti si sono posti la fatidica domanda: "ma è possibile che dal 1990 non sia venuto in mente a nessuno di riproporre il referendum per abolire la caccia"? Così ci siamo ritrovati a pensare ed a valutare una proposta referendaria seria, concreta, legittima, per condurre una grande battaglia di civiltà che sappiamo essere condivisa da gran parte dei cittadini italiani (difatti il 79% di questi è contrario alla caccia, secondo l'ultimo sondaggio IPSOS).

Abbiamo lavorato per diversi mesi per redigere testo referendario, documenti statutari, regolamenti, abbiamo realizzato una rete di centinaia di attiviste e attivisti presenti su tutto il territorio nazionale, pronti a scendere in piazza per la raccolta firme, ed abbiamo costituito un Comitato organizzativo in collaborazione con rappresentanti ed esponenti di numerose associazioni animaliste, ambientaliste e partiti politici. Il tutto senza alcun appoggio economico o politico, nella quasi totalità del silenzio mediatico (e nonostante ripetuti attacchi hacker alla nostra piattaforma per la firma online, su cui le Forze dell'ordine stanno indagando per risalire ai mandanti).

A luglio è dunque iniziata la raccolta delle 500.000 firme per la validazione del referendum, firme che si possono apporre sia ai banchetti organizzati nei principali comuni italiani, che negli uffici elettorali del proprio Comune, come anche nelle circoscrizioni e - novità recente - digitalmente tramite SPID. Ad oggi, 29 settembre, siamo a quota 345.000 firme e ne mancano solo 155.000 affinché si possa proporre il quesito referendario che metterà fine alla caccia nel nostro paese. C'è tempo fino al 20 ottobre. Nonostante siano tanti gli incidenti già nelle prime battute di preapertura, a breve riaprirà la stagione venatoria. E immancabilmente, quest'anno come ogni anno, si scatenerà sui social l'ondata di indignazione contro la caccia.

Ma quest'anno c'è una novità, i cittadini hanno finalmente la possibilità di firmare per il referendum per l'abolizione della caccia, affinché la stagione venatoria alle porte, sia anche l'ultima. La fortunata coincidenza della presenza di altri referendum molto sentiti dalla popolazione, vedrà un'ampia partecipazione popolare per questo quesito, scongiurando dunque lo scoglio del quorum. Nel 1990, infatti, nonostante oltre il 90% dei cittadini si espresse a favore dell'abolizione della caccia, il referendum non passó per pochi punti di quorum.  La caccia, una crudeltà mascherata da "sport", è oramai praticata da una fetta sempre più esigua di individui. Il ricambio generazione non c'è, le licenze sono in costante calo, ma ciò comporta il problema che ci troviamo individui sempre più anziani, armati di potenti fucili, a piede libero per i nostri territori.

Ciononostante è ancora in grado di fare ingenti danni ad animali (selvatici e domestici), ambiente (boschi e campagne), ed esseri umani (cacciatori e non). L'introduzione di specie alloctone, come ad esempio il più prolifico e massiccio cinghiale ibridato con esemplari dell'est europeo, sta creando diversi incidenti e devastando le nostre colture. Gli agricoltori, infatti, sono le prime vittime dell'attività venatoria e per questo sostengono il referendum. La caccia, come ci confermano etologi e veterinari, colpisce le femmine alfa, le più anziane che si pongono in difesa del branco, disgregato il quale le più giovani vanno in estro aumentando la prolificitá ed il numero di esemplari. Esemplari affamati in sovrannumero che si spingono sempre più spesso in aree antropizzate o che, in fuga dalle braccate dei cacciatori, attraversando strade e paesi, causano incidenti stradali spesso mortali.

Per non parlare dei danni causati al sottobosco dai fuoristrada, dell'abbandono di rifiuti (cartucce e non solo), dello spargimento di piombo neurotissico su campi, boschi e corsi d'acqua. Il tutto per il "divertimento" di uccidere a fucilate fino a 400 milioni di creature innocenti ogni anno, secondo stime LAV. La caccia inoltre è responsabile della morte e del ferimento di tante, troppe persone, tra gli stessi cacciatori, ma anche residenti e semplici escursionisti. Inoltre i cacciatori, in base ad una legge anacronistica, hanno la facoltà di cacciare anche sui fondi privati altrui, anche se il proprietario di questi è contrario alla caccia, con tutte le conseguenze del caso (tensioni sociali, liti, minacce, denunce, ecc). Inoltre possono addestrare i loro cani a sbranare animali selvatici, catturando e tenendo in gabbia animali vivi per attirare con le loro grida i loro fratelli per fucilarli.

Cosa faremmo per salvare una creatura ferita o in difficoltà? Ebbene, per ciascuna delle 500.000 firme necessarie, se passerà il referendum, avremo salvato 800 animali. Ogni anno. Per tutti questi motivi, chiediamo il vostro aiuto per abolire la caccia. 

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