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ANDIAMO AL CINEMA “Il teorema di Margherita” di Anna Novion

Storia di un'ossessione che è un inno a cercare sé stessi

Marguerite, giovane matematica di talento, studia alla Scuola Normale Superiore di Parigi per aprire nuove strade alla soluzione del teorema di Goldbach.

Pronta per la tesi, viene chiamata a tenere un seminario dal suo professore, il rigido Werner.

Al momento dell'illustrazione, la ragazza anticipa delle conclusioni che vengono ritenute errate dallo studente Lucas, divenuto nuovo pupillo di Werner e col quale Marguerite, solitaria e individualista, si è rifiutata di collaborare.

Ferita nell'orgoglio e delusa dal professore che non intende più lavorare alle sue ricerche, la giovane si dimette perdendo la borsa di studio e cerca nuovi lavori e un nuovo appartamento, che condivide con la ballerina Noa.

Comincia così a frequentare nuovi amici, riscopre l'eros e accumula soldi per l'affitto giocando a mahjong, favorita dalle sue qualità mnemoniche.

Ma l'ossessione matematica non l'abbandona e, riavvicinatasi a Lucas, si apre maggiormente alla collaborazione e all'amore, sacrificando anche il lavoro universitario del ragazzo. Fino a una nuova delusione che la porterà a rasentare la follia...

Il film di Anna Novion è scandito abilmente come un thriller psicologico, in cui il teorema di Goldbach appare come l'uscita da un labirinto e la crescita del personaggio di Marguerite è un percorso pieno di curve e tranelli: abbandonata dal padre e cresciuta con la madre docente di matematica, ha mollato il mondo esterno per la sua vocazione esclusiva.

Ogni sconfitta è per lei morte, cancellazione e rinascita con il suo affascinante demone sempre a un passo. E solo comprendendo le sue ossessioni le si può restare vicino, come cercano di fare Noa e Lucas, che certo daranno un prezioso contributo alla sua maturazione.

Superando il topos del rapporto tra genio e isolamento, Il teorema di Margherita è un film pienamente francese; così ancorato alla totalità vitale di un'ossessione irrinunciabile, sembra quasi un film di Truffaut, se non fosse riscaldato da un'apertura all'altro di chiara sensibilità femminile. Ma è anche un film che ogni giovane dovrebbe vedere e meditare, per abbracciare la propria diversità e capire che ogni passione è fuoco sacro. E può valere il prezzo che si paga.

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