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PROVINCIA Passignano sul Trasimeno

Esenzione Imu sulla prima casa, una precisazione dal Comune di Passignano

La Cassazione ha annullato le sanzioni sulla base di una pronuncia della Corte Costituzionale

In merito all'articolo “Non vivono insieme per via del lavoro, niente esenzione Imu sulla prima casa”, riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Passignano una nota di rettifica con la quale l'ente spiega l'iter della vicenda che si è conclusa, comunque, con l'annullamento da parte della Cassazione delle sanzioni.

Il Comune di Passignano sul Trasimeno ha operato nel rispetto delle norme vigenti al momento dell’emissione degli accertamenti, ove l’esenzione per l’abitazione principale, a norma dell’art. 13 comma 2, del d.l. n. 201 del 2011, richiedeva che il possessore e il suo nucleo familiare dimorassero stabilmente nell’immobile e vi risiedessero anagraficamente. Tale era, come indicato nella stessa Ordinanza, l’orientamento della Corte di Cassazione.

Sulla base dei richiamati presupposti normativi il Comune di Passignano sul Trasimeno ha vinto il ricorso nei primi due gradi di giudizio (Commissione Provinciale e Regionale).

Successivamente, prima della pronuncia in Cassazione, è intervenuta la Sentenza della Corte Costituzionale, n. 209/2022, che ha ribaltato la normativa vigente, con validità retroattiva, escludendo il concetto di nucleo familiare.

Solo ed esclusivamente, alla luce del recente intervento della Corte Costituzionale, i giudici della Cassazione hanno ritenuto di dover rivedere l’orientamento fin qui adottato, annullando la sentenza pronunciata dalla Commissione Regionale. Peraltro, aggiunge l’Ordinanza “... La circostanza che si sia reso necessario l’intervento della Corte Costituzionale per chiarire, con la sentenza n. 209/2022, la questione oggetto del presente contenzioso giustifica la compensazione integrale delle spese di giudizio”.

Vale la pena ricordare inoltre che la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, prevede specificamente in capo ai comuni una funzione di controllo sul rischio elusione da esplicitarsi con verifiche sulla veridicità delle dichiarazioni, attraverso gli strumenti in proprio possesso, ciò al fine di scongiurare il rischio che “le cosiddette seconde case vengano iscritte come abitazioni principali”.

Dunque è rimessa al Comune la verifica di tutti i requisiti che possano comprovare la reale dimora abituale del contribuente.

Sarà quindi obbligo dei Comuni continuare ad operare un’attenta analisi anche in ambito di queste fattispecie onde evitare fenomeni elusivi come indicato dalla stessa Corte Costituzionale.

Sarebbe auspicabile maggiore correttezza e precisione da parte della stampa non specializzata nell’esposizione di casistiche concrete che lasciano passare informazioni sommarie e non corrette e soprattutto maggiore rispetto per l’operato di un Ufficio comunale che lavora quotidianamente per combattere fenomeni elusivi e tutelare l’equità fiscale".

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