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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
PROVINCIA Assisi

Foto e video a luci rosse, boom di denunce

Gli agenti del commissariato di Assisi hanno denunciato un 61enne: ha chiesto soldi a un padre per non diffondere le immagini della figlia

Richieste di denaro per non diffondere sui social immagini “particolari” tali da rovinare la reputazione, un incubo fatto di ricatti ed estorsioni, conosciuto come “sextortion” o estorsione a sfondo sessuale, fenomeno che si sta diffondendo rapidamente anche tra gli adolescenti. Sono molte, infatti, le segnalazioni ricevute dalla polizia che interessano i più giovani: vittime tanto fragili quanto inesperti.

Tutto inizia con degli approcci in chat da parte di profili social di ragazze e ragazzi gentili e avvenenti che, spesso, avvengono attraverso gli apprezzamenti e i like per le foto pubblicate.

Successivamente si passa alla richiesta di immagini e video che con il tempo si fanno sempre più audaci e, una volta ottenuti, comincia l’estorsione. Richieste di soldi, anche piccole somme, per fermare la pubblicazione di contenuti a sfondo sessuale sui social e sulle chat. È quanto accaduto a Cannara, dove un genitore, dopo essere stato contattato da un utente sconosciuto che chiedeva del denaro per evitare la diffusione di immagini pornografiche raffiguranti la figlia, spaventato si è rivolto agli agenti del commissariato di Assisi per chiedere aiuto e presentare denuncia. Agli operatori, ha raccontato di essere stato contattato da un utente sconosciuto che, successivamente, tramite messaggio, lo informava di avere delle foto e dei video della figlia. Credendo si trattasse di un bluff, il denunciante aveva negato che si potesse trattare della stessa ragazza ma si era raggelato quando l’interlocutore aveva fornito alcuni elementi descrittivi inequivocabili.

Grazie alle indagini degli agenti, è stato possibile risalire all’intestatario dell’utenza telefonica – un uomo della provincia di Fermo di 61 anni – che è stato denunciato per il reato di tentata estorsione.

Per evitare di rimanere vittima di questi fenomeni, la Questura di Perugia consiglia di non cedere al ricatto pagando le somme richieste. Non smetteranno di chiedere denaro se si paga, anzi, capiranno che hai disponibilità economica e si faranno più insistenti; non cancellare i messaggi scambiati con gli estorsori, non chiudere i profili social su cui si viene contattati, ma fare gli screen shot delle conversazioni, delle minacce e del profilo dell’estorsore; parlarne con i genitori o con un adulto di fiducia, che sapranno come essere d’aiuto per gestire la situazione; sporgere denuncia presso un ufficio di Polizia.

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