PROVINCIA Gubbio

Grande successo per la ciclostorica "La Favolosa". E Gianni Bugno ottiene la "patente da matto"

La conviviale nelle sale degli Arconi ha costituito la degna conclusione della giornata

Grande successo a Gubbio per la II edizione della ciclostorica “La Favolosa – Memorial Mauro Procacci” nonostante il maltempo che ha tolto di scena una minima parte dei 169 iscritti con bici e abbigliamento d’epoca.

Successo su tutti i versanti, a cominciare dalla partecipazione dei due ex campioni professionisti di ciclismo già annunciati: il due volte iridato Gianni Bugno, vincitore anche di un Giro d’Italia e di una Milano-Sanremo e il marchigiano Rodolfo Massi, che ha trionfato in una tappa del Giro e in una del Tour de France. Bugno, presente in città fin da venerdì, è stato protagonista dell’anteprima del sabato nella Sala degli Stemmi, dove ha potuto incontrare tifosi e appassionati. “Gubbio è stupenda, è una città di nicchia: siamo diventati subito amici!”: così ha esordito lo stesso Bugno davanti a una platea che lo ha applaudito a più riprese.

Dopo l’introduzione di Tiziano Brunetti, presidente della Speed Motor Bike (che organizza “La Favolosa”), sono stati ripercorsi i momenti più belli della carriera di un atleta che ha fatto la storia del ciclismo italiano, spaziando fino ai tempi di oggi. A lui gli omaggi di Filippo Mario Stirati, all’ultimo giorno da sindaco della patria di Sant’Ubaldo; di Giampiero Fugnanesi, collega di Sigillo e di Annalisa Gnagni, assessore del Comune di Fossato di Vico, che ha donato a Bugno un libro fotografico sui 25 anni della Festa degli Statuti, mentre Massimo Lisarelli, presidente della Pro Loco di Branca, gli ha consegnato un eccezionale quadro in ceramica dell’artista Marzia Fumanti.

E dulcis in fondo, dal pomeriggio di sabato 22 giugno – primo campione di ciclismo – Bugno è anche “matto onorario” di Gubbio: a rilasciargli la speciale patente, con tanto di firma sull’apposito registro, il presidente dell’associazione Maggio Eugubino, Marco Cancellotti.

Il fulcro della manifestazione si è a quel punto spostato lungo le strade e negli apprezzati punti di ristoro, serviti anche per promuovere le gustose tipicità locali: Villa Montegranelli, il castello di Colmollaro (tappa di esilio per Dante Alighieri), il centro di Sigillo con il sindaco Fugnanesi pronto ad accogliere i cicloamatori, oltre a Bugno e Massi) e – dopo l’impegnativa ascesa di Torre dell’Olmo – il simpatico ristoro “abusivo”, senza cioè la timbratura, per concludere con i vini della cantina allestita nell’abbazia di Castel d’Alfiolo, poi tutti di nuovo verso piazza Grande, dove gli ultimi arrivi si sono registrati poco prima delle 14.30. La conviviale nelle sale degli Arconi ha costituito la degna parentesi finale, non dimenticando i pacchi gara con i quali i partecipanti sono tornati a casa. Nè sono mancati i riconoscimenti anche per Rodolfo Massi, che ha salutato con il sorriso sulle labbra: “Un bell’evento e un percorso all’altezza della situazione – ha detto – per cui complimenti agli organizzatori anche per il modo con il quale sanno far vivere “La Favolosa”. Io mi sono molto divertito”.

Il presidente Brunetti ha ringraziato e, gratificato dall’esito di una ciclostorica preparata a puntino da mesi, ha concluso: “Dobbiamo continuare a crescere e non soltanto a livello di iscrizioni, ma rispetto al 2023 abbiamo già compiuto un passo avanti e, come accade in circostanze del genere, ogni edizione suggerisce sempre un qualcosa di migliorativo da mettere in pratica l’anno successivo”.

Gubbio, tutti in sella per la ciclostorica "La Favolosa"

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