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L'associazione Italia-Tibet ricorda piazza Tienanmen, Primieri: "A difesa dei valori di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani calpestati in quel tragico giorno"

Il 4 giugno 1989 piazza Tienanmen a Pechino è stata teatro di una delle proteste più famose della storia moderna, che ha visto migliaia di studenti e cittadini cinesi riunirsi pacificamente per chiedere maggiori diritti civili e politici al regime comunista

"Sono trascorsi 35 anni: non dimentichiamo!". Il 4 giugno ricorre l'anniversario della manifestazione di piazza Tienanmen e dela repressione da parte del governo cinese delle manifestazioni degli studenti.

"Il 4 giugno 1989 piazza Tienanmen a Pechino è stata teatro di una delle proteste più famose della storia moderna, che ha visto migliaia di studenti e cittadini cinesi riunirsi pacificamente per chiedere maggiori diritti civili e politici al regime comunista. Questa protesta, nota come Massacro di piazza Tienanmen, è stata brutalmente repressa dall'esercito cinese, che ha utilizzato la forza contro i manifestanti causando la morte migliaia di persone - scrive Moreno Primieri, referente per l'Umbria dell'associazione Italia-Tibet - Oggi a trentacinque anni di distanza da quei tragici eventi, è nostro dovere ricordare e commemorare coloro che hanno perso la vita a causa della violenza del regime cinese e onorare il coraggio e la determinazione di coloro che hanno lottato per la libertà e la democrazia. La protesta di piazza Tienanmen rimane un simbolo di resistenza e speranza per tutti coloro che combattono per i diritti umani e la giustizia in tutto il mondo. Non dobbiamo dimenticare mai le vittime di quel giorno e dobbiamo continuare a lavorare affinché tragedie simili non si ripetano mai più".

L'associazione Italia-Tibet intende "commemorare la protesta di piazza Tienanmen e per impegnarci a difendere i valori di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani che sono stati calpestati in quel tragico giorno. Mai più violenza, mai più repressione anche se il regime comunista cinese continua nella sua azione tirannica - conclude Primieri - Solo impegnandoci perché il ricordo di Tienanmen non si affievolisca potremo onorare veramente la memoria di coloro che hanno sacrificato la propria vita per un mondo migliore".


 

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