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EDITORIALE Andiamo a votare in massa da cittadini liberi: non importa il colore, importante è dire no ad aiutini e politici-padroni

Non ci nascondiamo: in Umbria dopo la crisi che non finisce, gli scandali in sanità e la caduta, non caduta e ricaduta della maggioranza in Regione... il voto assume una importanza maggiore rispetto a quelli del passato per le comunali ed europee. Votare, votare, votare...

Finalmente si vota dopo una campagna elettorale brutta, cattiva e con tanti candidati sulla scheda e sui social ma pocchissimi in strada, nelle piazze e nei caffè - dove c'è il popolo, la base vera - per dibattere e proporre ricette per dare un nuovo verso o meglio dire il verso giusto al proprio comune e all'Europa. Finalmente si vota anche perchè c'è voglia, inutile nasconderlo, da destra e da sinistra, di dire basta ai vecchi arnesi della politica, al partito della porchetta, a quello delle raccomandazioni, alle sedi di partito diventati ambulatori o centri per l'impiego. C'è voglia di votare per voltare pagina dopo Sanitopoli, le dimissioni date, ritirate e riproposte, dopo lo spettacolo degli ultimi arroccati di Palazzo Cesaroni, dopo una crisi infinita che sta facendo emigrare i giovani al Nord e in alcuni paesi dell'Europa... come 50 anni fa i nostri padri. 

Finalmente si vota per cambiare: non ci sono partiti sbagliati, non ci sono progetti pericolosi, ma ci sono politici in malafede, incapaci o che hanno perso il senso della realtà a causa di indennità faraoniche ai tempi del precariato, delle pensioni minime e dei licenziamenti, come quelli del Mercatone Uno, avvenuti via web all'improvviso, lavoratori spazzatura da mettere nel cestino digitale della home e poi svuotare con il tasto destro del mouse. 

Votare per scegliere rappresentati nuovi, per rinnovare i partiti storici. Ma anche votare e scegliere partiti nuovi per metterli alla prova. Gli umbri hanno voglia di qualcosa di nuovo, hanno voglia di contare di più e far contare di più il proprio territorio. Oggi si può fare. Poi ad ottobre-novembre si voterà per le regionali, la madre di tutte le battaglie elettorali per decidere dove indirizzare la nostra povera Umbria, terremotata e impoverita e soprattutto sempre più piccola. Servono ricette per la natalità, per il lavoro e per il rispetto dell'ambiente. Servono degli Stati Generali dove mettere a confronto tutte le forze produttive, culturali, politiche per individuare nuove soluzioni, nuovi obiettivi.

Tornando ad oggi, cari lettori andate a votare: votate, votate, votate. Anche se siete stufi, anche se non ci credete più. Votate, votate, votate! Perchè è l'unico strumento democratico che abbiamo per decidere il nostro futuro e quello delle nostre famiglie. Votate da uomini liberi. Votate da donne libere. Senza dover dar conto a nessuno, ma anche senza dover chiedere più niente a nessuno dopo il voto. Eh già: dobbiamo cambiare anche noi... e farcela senza aiutini, ma con le nostre forze e merito. Da oggi mettiamo le basi per una nuova Umbria... e magari tornerà bellissima!!! Non importa il colore, importa che tornerà bellissima, felice e con i vostri figli magari a vivere e lavorare nel vostro stesso paese. 

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