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SPECIALE EUmbia - Immigrazione: da tema fantasma a tema decisivo per le elezioni europee 2019

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni – Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea".

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Si conosce già la data delle prossime elezioni del Parlamento Europeo, perlomeno in Italia: domenica 26 maggio 2019. Non si conoscono, invece, i programmi elettorali né come si schiereranno i nostri partiti nello scenario politico europeo. Si può però intuire quali saranno le tematiche chiave nel dibattito pre-elettorale in tutti i Paesi al voto. Questo grazie al sondaggio annuale condotto dalla Commissione Europea, la quale chiede ad un campione di cittadini per ogni Paese quali siano i temi più importanti concernenti l’Unione.

Il quadro restituito è interessante: nel 2014 - anno delle scorse elezioni - il tema che preoccupava di più i cittadini era la situazione economica (19 Paesi), seguito dalla disoccupazione (4 Paesi, tra cui l’Italia) e dai conti pubblici (3 Paesi). La crisi dei debiti sovrani faceva ancora sentire i suoi effetti e la recessione era in atto praticamente in tutta l’Unione, quindi non colpisce la prevalenza di temi economici.

Quello che colpisce di più è invece il tema che non compare, ossia quello dell’immigrazione e dei confini. Se, infatti, confrontiamo il sondaggio del 2014 con quello di quest’anno, notiamo che in soli quattro anni un tema precedentemente ignorato dall’opinione pubblica europea è diventato il principale argomento di interesse in ben 20 dei 28 Paesi UE (Gran Bretagna compresa). Guardando al caso Italia, nel 2014 il tema immigrazione veniva citato dal 24% degli intervistati. Oggi questa percentuale è salita a oltre il 41%, arrivando al 44% se si prende in considerazione solamente la fascia di età 35-44 anni.

In realtà il “sorpasso” non è avvenuto gradualmente: già nel 2015 l’immigrazione era al primo posto in 19 Paesi, per poi essere sostituito in alcuni dal tema terrorismo nel biennio 2016-17. La causa di questo repentino cambio di rotta può essere infatti individuato negli attacchi terroristici di Parigi, prima alla sede di Charlie Hebdo e successivamente nel teatro Bataclan, avvenuti proprio nel 2015 e seguiti da altri in tutta Europa.

In Umbria – secondo il dossier statistico Immigrazione 2018 realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS e presentato lo scorso 25 ottobre a Perugia, gli stranieri residenti sono circa 60mila, la maggior parte dei quali in possesso di un permesso di soggiorno illimitato (69,8%). Anche se il saldo migratorio annuale della nostra regione è negativo, con gli stranieri che si spostano sempre più altrove, il tema immigrazione continua ad essere uno dei più scottanti nei dibattiti politici locali.

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