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Una iniziativa all'interno della casa dell'associazionismo

Una iniziativa all'interno della casa dell'associazionismo

Quei locali comunali "bramati" da molti ma "blindati" della casa dell'associazionismo di via della Viola

Il sasso nello stagno era stato lanciato sui criteri di assegnazione da parte del Movimento 5 Stelle. Molte associazioni chiedono spazi dopo che in passato erano state ignorate o non ritenute idonee. In più ci sono contratti di locazione blindati per molti, moltissimi anni a venire. Giunta decide per la verifica

Ma perchè tanto interesse, in particolare, su via della Viola dove è presente quella bellissima e immensa casa dell'associazionismo? Qualcuno se lo sarà chiesto in queste settimana dopo che il Movimento 5 Stelle ha lanciato il sasso nello stagno della politica e dell'associazioni di casa nostra. L'obiettivo era quello di capire una cosetta semplice, semplice: perchè alcune associazioni hanno un locale gratuito o con affitto agevolato da parte del Comune e altre no. E ancora perchè addirittura hanno un contratto rinnovato quasi in automatico o che permette di avere una sede sicura per molti, moltissimi anni a venire? Non bisogna nascondersi dietro ad un dito: via della Viola è molto ambita da tutte le associazioni, dai circoli culturali e dalle varie organizzazioni più o meno umanitarie. Un serbatoio apolitico ma a cui la politica e l'amministrazione ha sempre guardato con grande attenzione. 

Ora non c'è più il centrosinistra al potere e così in molti vogliono andare a vedere le carte per capire i criteri di assegnazione, i costi e se ci sono ancora spazi magari da ridistribuire sulla base di un progetto culturale condiviso, certo e utile alla città e ai perugini. Una voglia di andare a vedere dentro quei locali per senso di trasparenza ma per qualcuno anche per certi pruriti politici maliziosi, per altri quasi una sorta di piccola rivincita per chi è rimasto sempre escluso o per chi non è stato mai ascoltato dalle vecchie amministrazioni comunali. 

Insomma il classico sospetto che ci fossero figli e figliastri. Sospetti e basta. Lo stesso assessore alla cultura Severini ha spiegato che bisogna studiare le carte ma senza un clima di inquisizione: "Negli ultimi mesi molteplici associazioni hanno contattato il Comune chiedendo l’assegnazione di spazi a fronte della presentazione di progetti culturali, in alcuni casi anche interessanti. Per tali ragioni la Giunta ha inteso chiedere agli uffici di procedere ad una mappatura degli immobili comunali e degli affitti in essere, onde avere un quadro generale e poter, di conseguenza, fornire risposte alle istanze  pervenute". 

Su Via della Viola, in particolare, l’attenzione dell’Amministrazione si è concentrata da subito, trattandosi di un immobile di grandi dimensioni. L’Assessore ha riferito che l’affidamento prosegue ormai da molti anni (presumibilmente oltre 30) tramite canoni in larga parte a titolo gratuito o comunque bassi. "Gli stessi, ad un primo esame, secondo l'amministrazione, appaiono incongrui rispetto ai metri quadri assegnati, anche se sul punto occorre procedere ad un approfondimento circa i motivi che hanno indotto il Comune ad assumere tale decisione. “Questa Amministrazione – ha detto Severini – è favorevole a sostenere le associazioni, in particolar modo quelle che svolgono un servizio pubblico, ma è chiaro che il Comune non può essere finanziatore complessivo di tutte le operazioni”. L'ex vice-sindaco Arcudi, ex amministratore ai tempi di Boccali, ha spiegato che costo canone, stanze e tempo di durata del contratto dipendono anche da una convenzione "tramite fronte di una cura e di investimenti manutentivi dell’immobile pubblico a carico delle stesse". 

E porta l'esempio dell'associazione Arci, quella certamente più conosciuta e più presente a Perugia: “So che nell’area in menzione Arci ha svolto lavori per centinaia di migliaia di euro, restituendo alla città un’area degradata. Credo, quindi, che questa operazione abbia determinato esclusivamente benefici alla collettività. Ritengo, infine, che in una fase di difficoltà economica per gli Enti locali il ruolo del protagonismo delle Associazioni sia fondamentale per mantenere la coesione sociale”. Niente ipotesi di amici degli amici, compagni dei compagni e quindi figli e figliastri.

Ma la convenzione sugli oneri della manutenzione dei locali presi con lo sconto o gratuitamente esiste veramente? Ed è veramente legata all'assegnazione degli spazi anche in via della Viola? Ed ecco che qui entra in campo quel segugio che è il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Cristina Rosetti che in commissione smentisce il connubio assegnazione-manutenzione in prospettiva dell'immobile: "Nella determina di Giunta con cui sono stati assegnati gli immobili in esame, il canone simbolico era commisurato alla presentazione di un progetto culturale e sociale e non ad eventuali lavori di ristrutturazione. Tuttavia di tale progetto non vi è traccia in atti, eppure alle convenzioni è stato dato ulteriormente corso. Il capogruppo del M5S, inoltre, ha riferito che nelle convenzioni si concedeva la possibilità alle associazioni di effettuare lavori di miglioria, condivisi col Comune, a fronte della possibilità di procedere ad un allungamento della durata del contratto". 

Chi ha ragione? Sono fondati o meno i sospetti? E soprattutto ci sono ancora locali da assegnare anche ad altre associazioni civiche e culturali nate negli ultimi anni a Perugia e che meritano pari dignità con quelle più consolidate e premiate? Non basta che sfogliare la "viola" (intesa come via, come casa dell'associazionismo).

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