C'eravamo tanto amati... Il Presidente non riapre ai fedeli le Messe, la Cei di Bassetti: "Libertà di culto compromessa"

Dure, durissime le parole dei vescovi italiani contro quel Governo che non credevano mai fosse ostile. Dopo settimane di trattative... il niet fa saltare il banco

Avevano guardato con grande fiducia, anche nelle urne, al Governo giallo-rosso diretto dal Presidente Conte. Avevano accettato di chiudere tutto, bacchettando severamente anche quei prelati che hanno continuato a fare Messa con i fedeli. Il giornale di riferimento aveva sostenuto a spada tratta le scelte in fatto di coronavirus e culto. Ma ieri sera, in conferenza stampa, quel niet a riaprire le chiese del Presidente Conte - in verità suggerito dalla terza camera del parlamento "il comitato scientifico" - ha incrinato un rapporto che sembrava a tutti saldissimo.

La Cei, guidata dal Cardinale Bassetti, si è sentita tradita dopo un dialogo con tanto di protocolli di messa in sicurezza, studiati insieme. Scrivono i vescovi: "Ora, dopo queste settimane di negoziato che hanno visto la CEI presentare Orientamenti e Protocolli con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri varato questa sera esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo".

Chiaro il messaggio e il senso di tradimento da parte della Chiesa. Ma le parole più dure sono in fondo all'omelia politica della conferenza guidata dal perugino Cardinale Bassetti:  "Alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico si richiama il dovere di distinguere tra la loro responsabilità – dare indicazioni precise di carattere sanitario – e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia. I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale".

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Insomma una chiara invasione di campo, un tradimento che deve essere subito lavato in pubblico sui media. Obiettivo dei vescovi: far riaprire tutto entro il 4 maggio. In caso contrario torna di moda quel vecchio adagio... c'eravamo tanto amati. E in politica ha un prezzo maggiore che in amore. 

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