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Martedì, 27 Settembre 2022
Politica

VERSO LE ELEZIONI Meloni a Perugia: "Fratelli d'Italia, siamo pronti a governare. Con il buonsenso"

La leader del partito sul palco in piazza IV Novembre con i candidati umbri. In molti ad applaudirla

Nessuna ricetta miracolosa, ma il buonsenso. Quello delle proposte concrete che, dice, anche da opposizione Fratelli d'Italia ha proposto e continua a proporre. Non solo per campagna elettorale, ma per ripartire. Da un periodo che Giorgia Meloni, oggi a Perugia per il comizio elettorale in piazza IV Novembre, paragona senza mezzi termini, al secondo dopoguerra. Ed elogia "quella generazione" che ha fortemente voluto ricostruire e ripartire, creare il benessere dei decenni successivi. "Serve quello spirito, bisogna crederci. E il primo a farlo deve essere lo Stato che deve dare il buon esempio". 

Un governo nuovo, diverso da "quello dei migliori che ha creato 116 miliardi di ulteriore debito nei suoi 15 mesi". Centrali i temi dell'energia e del caro bollette, di un'assenza di programmazione, dice, che è vecchia decenni e che ha portato, secondo la leader di Fratelli d'Italia, a creare la situazione di dipendenza totale dalla Russia, "mentre l'Europa si preoccupava delle regole su come cucinare gli insetti". Nessuna alternativa valida, insomma, nemmeno, per Meloni, il Green Deal così come viene delineato, con il ricorso all'elettrico, ignorando, dice, dove e come viene prodotto, i danni che la produzione provoca e di cui, ricorda, paghiamo tutti le conseguenze. Sulle bollette, "lo Stato incassa tre volte tanto di Iva. Senza toccare niente, si utilizzi l'extragettito per abbassare accise e Iva ai cittadini e alle imprese, sarebbe un sollievo immediato con poca spesa". 

FOTO Elezioni, Giorgia Meloni a Perugia

E poi il lavoro: “Il reddito di cittadinanza non è la soluzione” al problema dell’occupazione, “è sbagliato sul piano culturale perché non si può mettere sullo stesso piano chi potrebbe lavorare e chi non può farlo perché, per esempio, è disabile”. “Il messaggio che arriva dallo Stato ai giovani in particolare è ‘stattene a casa, non mi servi. E invece, quanto abbiamo bisogno dei ragazzi per ricostruire questa nazione”. 
La sfida per lo Stato deve essere “aiutare a trovare un lavoro dignitoso, aiutare le aziende ad assumere” ha aggiunto. E sull’ipotesi del salario minimo, Meloni ha ricordato come “i contratti collettivi già lo prevedono”. “Il nodo è: perché è così basso? È così basso per via delle tassazioni, del costo del lavoro. E allora, la prima cosa da fare è abbassare le tasse”. Poi, ha sottolineato ancora, favorire le assunzioni, “perché alla crescita non corrispondono automaticamente più posti di lavoro”. Per questo propone un meccanismo premiale per il quale “più assumi meno paghi”. Insomma, “ti conviene assumere perché lo Stato ti premia e così garantisci una crescita”. E sulla flat tax: “Ok, ma su quello che guadagni in più rispetto all’anno precedente”.  E sui migranti, altro tema caldo, Meloni ha voluto sottolineare la differenza tra solidarietà., "giusta, legittima, doverosa", dall'accoglienza indiscriminata: "Non notate una certa differenza tra i profughi che sono arrivati dall'Ucraina, donne e bambini, e quelli arrivati indiscriminatamente con i barconi?". In sintesi, "Lo Stato dovrebbe occuparsi dei profughi perché giusto, ma poi gestisco chi vuole venire ad abitare da noi e governo i flussi".

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