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Verso il voto - Luca Dattolo, un avvocato al servizio di Perugia: "Prendersi cura della città come di un proprio cliente"

Nel suo programma "il confronto tra amministrazione e le realtà associative che rappresentano gli occhi e le orecchie della popolazione"

Avvocato, con una forte passione per la musica e per lo sport in generale (ha praticato calcio dilettantistico fino ai 28 anni nei campionati di promozione ed eccellenza romana e a Perugia ha militato nello Sporting Perugia calcio a 5). Specializzato in diritto civile e societario, lavora anche come responsabile della protezione dei dati personali per diverse aziende. Impegnato nel sociale tramite l'associazionismo.

Perché la scelta di candidarti?

“Ho scelto di candidarmi perché vorrei mettere al servizio dei cittadini la mia competenza e la mia professionalità. Conosco bene il mondo dell'associazionismo e ritengo che a Perugia sia molto ben sviluppato su tutto il territorio. L'amministrazione di una città, oggi, deve necessariamente prevedere un processo di condivisione e di interazione tra la classe politica e le numerose realtà associative, comitati di quartiere, circoli culturali che rappresentano gli occhi e le orecchie della popolazione e a cui bisogna dar voce e ascolto se non si vuole perdere il contatto con la realtà territoriale, con le persone, i nostri bisogni e le nostre potenzialità”.

Perché adesso?

“Ho scelto di candidarmi adesso perché c'è Margherita Scoccia. La conosco come donna, come architetto, più in generale come professionista e, da avvocato, ho potuto testare anche le sue qualità come assessore all'urbanistica, ruolo che ha svolto con competenza, passione, dedizione totale, con decisione, equilibrio e tanta chiarezza restituendo così ai cittadini l'immagine di un ufficio comunale accogliente e collaborativo. Credo fortemente nella sua visione di città che va oltre l'orizzonte temporale dei cinque anni e credo nella sua politica fatta di idee e di progetti concreti, dove al centro di ogni singola decisione vengono messe sempre le persone, e che non ha spazio per ideologie ormai desuete. Quindi, la risposta è adesso perché sono stimolato e determinato a dare il mio contributo per un progetto politico e amministrativo che vede i cittadini quali attori protagonisti di questo processo”.

Cosa può fare un avvocato per la città?

“Le risposte a questa domanda sarebbero infinite. Dipende dal ruolo che vogliamo dare all'avvocato e da quanto l'avvocato è stimolato ad investire nella propria azione. Direi che un avvocato è sicuramente in grado di prevenire eventuali criticità legate alla produzione e all'interpretazione di norme, regolamenti, circolari, così come è in grado di prendersi cura e di aiutare la propria città, di mettersi al servizio dei cittadini, proprio come succede con i clienti. Ma v'è di più, perché l'avvocato è in grado di mettersi anche nei panni degli altri al fine di arrivare, attraverso una valutazione sistemica ed organica della situazione concreta e di tutti gli interessi in gioco, ad individuare non l'unica soluzione ma una serie di soluzioni al cui interno va scelta quella che sia più corrispondente ai bisogni e alle necessità concrete dei diversi interlocutori. Ciò detto, mi preme sottolineare il lavoro svolto dall'avvocato Andrea Romizi che ha avuto l'intelligenza e la capacità di dotarsi di una squadra che ha saputo ripianare in tempi brevi un buco di bilancio di oltre 35 milioni e, nonostante la condizione di partenza, è riuscito a reperire e portare investimenti insperati per la città. L'avvocato Romizi ha inoltre il grande merito di aver restituito l'immagine di una politica in grado di saper dialogare con i cittadini. Direi, quindi, che un avvocato ha già saputo fare tantissime cose per la sua città”.

Come vedi Perugia?

“Premesso che sono un frequentatore abituale del centro storico, dalla mattina per lavoro fino alla sera, centro storico di cui la mia famiglia conosce ogni angolo; ho lo studio professionale a San Sisto, ho la passione per la musica, per lo sport e per la cultura in tutte le sue forme e tutto ciò mi porta a frequentare luoghi e persone in tutte le zone della città, vedo una Perugia viva e in ripresa sotto tanti aspetti. Vedo e vivo spazi che danno ad ognuno di noi la possibilità di potersi esprimere. Veniamo da anni dove l'amministrazione uscente è riuscita a riportare la gente nelle strade di ogni quartiere. Tante sono le iniziative di carattere sociale che sono state messe in piedi in questi ultimi anni e che hanno trovato una fattiva collaborazione da parte delle associazioni. Sotto l'aspetto urbanistico vedo una Perugia che sta cambiando il volto di tanti suoi quartieri, ho seguito con interesse i lavori ed i programmi di Agenda Urbana, un progetto che, di fatto, ha permesso e sta permettendo all'amministrazione comunale di mettere mano alla riqualificazione e alla rigenerazione dei quartieri più popolosi e che via via coinvolgerà l'intero territorio. È fondamentale proseguire su questa strada”.

Come la vorresti?

“La vorrei sempre in crescita. È evidente che ci sono cose su cui bisogna intervenire senza ulteriore ritardo. Penso al rifacimento del manto stradale, al potenziamento del servizio di mobilità al fine di ridurre tempi e distanze tra i quartieri periferici e il centro storico, si può lavorare per rendere il servizio della mobilità e dei parcheggi più convenienti anche per le tasche dei cittadini. Vorrei, inoltre, che ogni ente, associazione avesse la possibilità di riunirsi ed incontrarsi in sedi e spazi adeguati anche in condivisione, che ogni società sportiva avesse una sede dove poter far crescere i nostri figli. Vorrei il riconoscimento della bellezza e della ricchezza della multiculturalità. Ritengo, comunque, che la strada intrapresa sia quella corretta”.

Prima cosa se venissi eletto?

“Sia nel caso di elezione sia nel caso di non elezione, ringrazierei tutti coloro che ho avuto l'onore e il piacere di incontrare in questa campagna elettorale che, per me, ha rappresentato un percorso meraviglioso che mi regalato calore e accoglienza ovunque io sia andato. Subito dopo, mi metterei a disposizione con entusiasmo, umiltà e voglia di fare”.

Un appello agli indecisi e a chi non vota più?

“Agli indecisi chiedo di votare secondo la loro coscienza e a chi non vota più direi di ritornare a votare, tanto più che, per queste amministrative, si ha la possibilità di votare per una politica diversa da quella che li ha allontanati dall'esercizio di un proprio sacrosanto diritto”.

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