rotate-mobile
Politica

Verso il voto - "Lo sguardo e l'impegno di una professionista per una città più attenta a tutti"

Intervista all'avvocata Costanza Martani impegnata nella tutela dei diritti civili, della parità di genere e della scuola e dell'educazione

La pattuglia degli avvocati che si presentano alle elezioni attraversa tutti gli schieramenti. Sono tanti i legali che hanno deciso di candidarsi alle elezioni comunali dell’8 e 9 giugno per un posto in consiglio comunale a Perugia, portando ognuno la propria esperienza professionale e personale. Oggi è la volta di Costanza Martani (lista Orchestra per la Vittoria), avvocata, impegnata nella tutela dei diritti civili, nel contrasto alla violenza di genere, ma anche nelle associazioni di genitori nel mondo della scuola per la tutela dei diritti dei bambini e la promozione del diritto allo studio.

Perché la scelta di candidarti?

“Perché amo la mia città e penso di dovere e anche potere dare il mio contributo concreto al benessere della collettività e alla crescita della città, con una visione lontana da preconcetti ideologici e con una sana dose di pragmatismo, ma con i piedi ben radicati nei valori progressisti”.

Perché adesso?

“Perché mi sono ritrovata nella visione della città o meglio dell’anima della città che ha Vittoria, nell’immaginario sociale di valori, nell’energia e nella passione che esprime e interpreta e che sono certa possa rendere migliore e dare una nuova immagine a Perugia. La mia è stata una scelta ragionata ma anche passionale dettata da un idem sentire e devo testimoniare che, in questo periodo di campagna elettorale questa stessa passione l’ho ritrovata in tante persone. Ritengo, inoltre, che in questo periodo la società italiana stia subendo dal governo di destra un arretramento nel campo dei diritti civili, negli spazi di libertà, attacchi a diritti individuali e collettivi che pensavamo, a torto, consolidati. Non con attacchi diretti, ma con la strategia di una lenta, ma progressiva erosione e dunque se un governo ha risvegliato il peggio di un Paese occorre riflettere e, mi sono detta che, adesso è il momento di impegnarsi. Se è vero che bisogna agire localmente e pensare globalmente è necessario che si parta da Perugia”.

Cosa può fare un avvocato per la città?

“Un avvocato indubbiamente ha una conoscenza già acquisita di norme e una capacità di lettura delle stesse critica e ragionata. L’avvocato è abituato a confrontarsi con le persone e con le istituzioni. È abituato ad avere una controparte e gestire il conflitto attraverso il dialogo, saper insistere laddove la causa meriti e saper conciliare laddove ciò rappresenti l’interesse del proprio assistito. Cos’è questa se non politica (sana)? Vorrei ampliare inoltre la domanda chiedendo(mi) non solo cosa possa fare un avvocato per la città ma cosa possa fare una avvocata per Perugia in quanto portatrice di visioni ed istanze di una libera professionista donna che si deve confrontare con i problemi derivanti da una mancata effettiva parità di genere che deriva sia da fattori culturali sui quali è necessario adoperarsi da un punto di vista educativo, sia dalla persistente difficoltà di conciliare tempi di vita e di lavoro delle donne sulla quale bisogna invece agire con politiche mirate. Non voglio inoltre portare solo la mia esperienza di studi e professionale ma anche l’esperienza derivante dall’aver svolto negli ultimi anni il ruolo di presidente in una associazione, Age Foscolo, che si occupa proprio dell’educazione dei bambini.”

Come vedi Perugia?

“In questo preciso momento vedo una Perugia con una gran voglia di fare e di partecipare, una Perugia risvegliata come non la vedevo da anni. Perugia ha una sua anima, sopita, addormentata come sotto un incantesimo di 10 anni; serviva solo chi lo rompesse come nelle migliori favole. Dall’altra parte vedo anche la paura del cambiamento, ma cambiare vuol dire evolversi, non si può rimanere fermi là dove tutto ciò che ti circonda è in continuo mutamento”.

Come la vorresti?

“Vorrei una Perugia aperta, inclusiva, progressista e viva. Vorrei quello che tutti e tutte vogliono, una Perugia verde, rigenerata, in cui la mobilità funzioni davvero, sicura e che accolga le esigenze di tutte le generazioni. E allora bisogna andare a guardare al metodo attraverso il quale raggiungere questi obiettivi e non arroccarsi su preconcetti e pregiudizi ideologici che portano solo ad una sterile violenza comunicativa. La campagna di Vittoria ha sollevato gli animi proprio perché gli stessi si sono sentiti ascoltati e partecipi. Uno dei punti fondamentali del programma di Vittoria è proprio la partecipazione che si concretizzerà nell’individuazione di strumenti partecipativi che siano davvero efficaci e capaci di incidere sui processi decisionali come le Case della partecipazione. Chi ama veramente la propria città non può non voler essere ascoltato. E allora quello che vorrei è una Perugia di cui innamorarsi nuovamente”.

Prima cosa se venissi eletta?

“Mi sono particolarmente cari i temi riguardanti l’educazione dei bambini, diritti delle donne e parità di genere. Ritengo fondamentale dotare gli spazi di Perugia di infrastrutture e servizi dedicati alle esigenze dei bambini, promuovere le attività di formazione e sensibilizzazione contro la violenza di genere e ogni forma di discriminazione anche attraverso il sostegno dei centri antiviolenza, perseguire politiche di sostegno e misure che vadano ad incidere favorevolmente sui tempi famiglia-lavoro come, ad esempio, la possibilità di sviluppare le cd. banche del tempo. Inoltre in un momento storico in cui vi è un tentativo di svuotare di senso e di effettività la legge 194 è necessario garantire che il consultorio riprenda, soprattutto per le nuove generazioni, quel ruolo di spazio aperto al confronto e che ne vengano aumentate le unità, così come previsto nel programma elettorale di Vittoria”.

Un appello agli indecisi e a chi non vota più

“Durante la presentazione del programma elettorale di Vittoria ho visto persone commuoversi nel sentire la propria individualità accolta dalla politica e non governata dalla stessa. Il mio non è quindi un semplice invito al voto, ma è un invito a tornare ad emozionarci nel fare politica, politica che non è una rigida suddivisone tra elettorato attivo e passivo e tra amministratori e amministrati, vuol dire entrare in empatia con la città stessa perché, ripeto, la nostra città ha un’anima che deve essere ascoltata. I valori di partecipazione, inclusione, solidarietà sociale che porta avanti Vittoria e questa alleanza e che si concretizzano in un programma frutto di un duro lavoro di ascolto del territorio e delle sue anime, sono valori di tutte e tutti. Voglio pertanto rivolgere un augurio a chi sarà chiamato alle urne l’8 e il 9 giugno facendo mie le parole di Nelson Mandela: ‘Possano le vostre scelte riflettere le vostre speranze e non le vostre paure’. Restare fermi non è mai una vittoria”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Verso il voto - "Lo sguardo e l'impegno di una professionista per una città più attenta a tutti"

PerugiaToday è in caricamento