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Verso il voto - "Compito della politica è prendersi cura della realtà che ci circonda. In questi 10 anni tanto è stato fatto"

Intervista all'assessore Leonardo Varasano, candidato con "Progetto Perugia": "La Perugia di oggi è una città risanata, risollevata, capace di attrarre un numero crescente di turisti e visitatori, non è più la città di oltre dieci anni fa, stanca, affaticata, sfregiata nell’immagine, gravata da un bilancio deficitario"

Assessore alla cultura, già presidente del consiglio comunale, docente di storia all’Università degli Studi di Perugia, autore di volumi e saggi (monumentale la sua ricerca su “L’Umbria in camicia nera”), il libro su congiure e complotti fino a “Nazione pop. L’idea di patria attraverso la musica”. Una vita dedicata alla politica, quindi, sia come argomento di studio sia come esperienza vissuta in prima persona e da protagonista anche in questa campagna elettorale che lo vede candidato con "Progetto Perugia".

Dai libri e dallo studio all’attività pratica sul campo, cos’è la politica per Leonardo Varasano?

“Dentro e fuori le istituzioni credo che il senso primario della politica sia rifuggire l’indifferenza, prendersi cura della realtà che ci circonda. Benedetto Croce, in una lettera a De Gasperi del 1949, condensava l’obiettivo dell’agire politico così: ‘fare un po’ di bene ed evitare un po’ di male’. Che è poi, credo, lo scopo, minimo e al tempo stesso altissimo, della Politica che persegue il Bene comune, inteso – il Bene comune – non in un senso banalizzato, ma nel suo significato profondo: creare le condizioni perché i talenti di ogni persona possano fiorire e crescere. Poi rifletto spesso sulle parole profonde di Chiara Lubich, convinto che la scelta dell’impegno politico debba essere ‘un atto di amore’, per cercare di abbracciare ‘le divisioni, le spaccature, le ferite della propria gente, per trovare le soluzioni, per ricomporle in unità’: ho cercato e cerco di orientare il mio impegno pubblico in questa direzione”.

Cosa significa fare politica e amministrare a Perugia, città spigolosa e dalle tante sensibilità?

“Perugia ha una specificità e una complessità meravigliosa che proviene dalla sua storia profondissima. Quella storia va conosciuta a fondo per meglio comprendere la complessa articolazione del territorio – ancora oggi uno dei territori comunali più vasti, con più strade e più aree verdi! – per meglio comprenderne le tante e importanti sensibilità. I perugini erano guelfi, ma senza rinunciare alla loro autonomia. Molte, del resto, come ricorda Capitini, ‘sono le testimonianze sul carattere singolarmente bellicoso, ostinato, altero, risentito, dei perugini’. Insieme però a testimonianze di ‘devozione e pietà a volte intensissime’. Questa articolazione, questa miscela di laico e di sacro, non va mai dimenticata. Perugia è una città libera e fiera, con una splendida complessità”.

Le tre cose più significative da assessore?

“Nonostante la pandemia e la scarsità di risorse (causa le note difficoltà di bilancio, non certo per scelte politiche), siamo riusciti a promuovere, sostenere e organizzare una grande quantità di eventi e iniziative. Difficile fare sintesi. Ad ogni modo, alcuni risultati credo siano da ricordare. Innanzitutto la notevole crescita del sistema bibliotecario: dall’apertura della biblioteca degli Arconi (sì frutto di un progetto di lungo periodo, ma pensata nell’indirizzo e in ogni dettaglio dall’amministrazione Romizi, prendendo spunto da alcune delle più importanti biblioteche comunali italiani) alla nuova sede della biblioteca di Ponte San Giovanni, dalla mostra in biblioteca Augusta dedicata a Dante Alighieri alla mostra dedicata a Pasolini, dalla nuova sede e dalla rinnovata attenzione per la biblioteca delle Nuvole alla biblioteca di Ripa, senza dimenticare le risorse individuate nel bilancio comunale per riaprire la biblioteca di Villa Urbani. E ancora: non si possono dimenticare le decine di iniziative culturali portate fuori dal centro storico, da San Marco a Colombella, da Montelaguardia a Collestrada, da Pila a Santa Lucia. In ogni parte della città abbiamo portato concerti (anche in accordo con la Fondazione Perugia Musica Classica, con il progetto congiunto ‘Musica nei quartieri’), spettacoli e cinema, perfino nei mesi dolorosamente segnati dalla pandemia. Un terzo tema da ricordare è senza dubbio l’impegno per la Perugia etrusca: nell’attesa di riprendere l’iter per la candidatura UNESCO, ci siamo adoperati confezionando il brand urbano ‘Etruscan Spirit’ nell’ambito di un progetto europeo che ci ha visto tra le città modello in un importante convegno parigino del giugno 2022, ed abbiamo realizzato nella zona della Cupa il primo stralcio del Parco urbano delle mura. A ciò vanno aggiunte due aperture molto importanti: quella di San Francesco al Prato e quella della Casa degli artisti, alla stazione, l’ex ‘bicocca dei disperati’, ora luogo di studio, di realizzazioni artistiche e di esposizioni. Non si può però neppure dimenticare il successo di Art Bonus, lo strumento di benefici fiscali utilizzato per il recupero di decine di monumenti che ha reso Perugia modello nazionale (riconosciuto come tale dalla Fondazione Besso nel 2021)”.

Come vedi Perugia adesso e quale città nel futuro?

“La Perugia di oggi è una città risanata, risollevata, capace di attrarre un numero crescente di turisti e visitatori. C’è ancora molto da lavorare, va da sé, ma non è più la città di oltre dieci anni fa, stanca, affaticata, sfregiata nell’immagine, gravata da un bilancio deficitario. La memoria del criceto a volte fa brutti scherzi… si dimentica da dove, da quali condizioni è partita l’amministrazione Romizi. La Perugia del futuro, invece, sarà la Perugia che raccoglierà i frutti dell’impegno di questi ultimi anni: i frutti di un bilancio risanato e dei tanti investimenti attratti, da quelli del Pnrr a quelli del Pinqua di Ponte San Giovanni. Sarà sempre più il capoluogo dell’Umbria, sempre più città viva e vivace”.

Una campagna elettorale connotata dal dualismo: quella reale tra le persone e quella virtuale sui social, da un lato chi espone dieci anni di governo e dall’altra un forte spirito di rivalsa, come stai vivendo questo impegno politico?

“Quello delle piazze virtuali è un mondo parallelo dove troppo spesso spiccano agitatori professionali, odiatori specializzati, capaci solo di riversare astio e spirito di parte… La realtà è diversa, è certamente fatta anche di osservatori attenti, privi di animosità. Raccontare questi dieci anni non è stato e non è facile, la mole di risultati è molto consistente. I frutti di questi anni sono perfettibili, va da sé, ma indubbi. Quanto allo spirito di rivalsa è normale che ci sia: una competizione elettorale porta con sé l’elemento della sfida. Ciò che è anomalo e pericoloso, è il senso della riconquista, come se Perugia appartenesse a qualcuno o a una parte, scippata del potere solo per un accidente della Storia. Questo è inaccettabile. Perugia è dei perugini e di chi la ama, non del Pd e dei suoi alleati”.

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