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Veleni politici sui test rapidi, la Presidente Tesei: "Mai avuto rapporti o finanziamenti dalla Vim: le carte lo provano"

Il contro-attacco della Governatrice dopo le accuse e le trasmissioni televisive degli ultimi giorni. Procedure e contratti regolari

Ripresa dal piccolo malore - pochi giorni di riposo - la Presidente Donatella Tesei ha voluto dire la sua dopo le accuse e i sospetti neanche tanti velati lanciati sulla sua gestione e quella dei tecnici nell'emergenza coronavirus dove l'Umbria, per paradosso, è stato un modello per quasi tutte le regioni del Paese. Se i dirigenti Dario e Nodessi hanno spiegato, carte alla mano, la completa procedura, "regolare e corretta", per l'acquisto di mascherine sanitarie e 15mila test rapidi dall'azienda umbra Vim. La Presidente Tesei ha difeso la sua trasparenza e correttezza per ribadire che non ci sono state zone d'ombra.  

“Abbiamo lavorato 7 giorni su 7 - ha detto la presidente - e siamo stati chiamati a fare scelte che, visti i risultati positivi testimoniati dai numeri del contagio e della letalità in Umbria, hanno ripagato il nostro impegno. L’Umbria, non a caso, è stata indicata da più parti a livello nazionale come regione virtuosa e modello da seguire. A fronte di questo, vi sono stati tentativi di screditare il nostro lavoro attraverso notizie distorsive della verità dei fatti e con insinuazioni prive di fondamento”. La rabbia sale quando respinge quei veleni prodotti dai suoi oppositori che hanno pubblicato una foto dove è immortalata, insieme ad altri, in campagna elettorale, con il proprietario dell'azienda umbra, Vim, che ha in esclusiva nazionale quei test acquistati dall'Umbria.

"Non solo non conosco la persona in questione, che oltre a quella cena elettorale non ho mai più vista o sentita, né prima né dopo, - ha sottolineato - ma in generale i rapporti con gli imprenditori da parte di una presidente di Regione sono legittimi e necessari. È troppo facile – ha aggiunto Tesei - fare allusioni, far vedere la foto e poi sottolineare che quella stessa foto, comunque, non prova nulla. Se è così, non va nemmeno associata alla questione dell’acquisto dei test, come invece è stato strumentalmente fatto. È per questo motivo che valuteremo tutte le azioni possibili al fine di tutelare non solo il mio nome, ma anche l’immagine dell’Ente e il suo operato. Operato, sottolineo, che come in ogni questione che riguarda la Regione è e sarà sempre caratterizzato da trasparenza e legalità”. 

Ma la Presidente ha detto anche altro dopo i sospetti di finanziamenti per la sua campagna elettorale da parte della proprietà della Vim: "Non avendo rapporti come già detto, non ho ricevuto né per la mia campagna elettorale né per la mia lista civica nessun contributo da tali ambienti. E' tutto depositato alla Corte d'Appello"

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