Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Coronavirus, il Pd di Perugia: "Servono più punti di somministrazione, Ponte d'Oddi non basta"

I dem: "Servono più punti vaccini nel territorio, soprattutto nel capoluogo che, stando ai numeri del contagio, è una delle città alle prese con la situazione peggiore in questo anno di lotta alla pandemia"

Coronavirus e vaccini per fermare l'epidemia. Per il Partito Democratico del Comune di Perugia "servono più punti vaccini nel territorio, soprattutto nel capoluogo che, stando ai numeri del contagio, è una delle città alle prese con la situazione peggiore in questo anno di lotta alla pandemia". La nota è condivisa con Tommaso Bori e Thomas De Luca, rispettivamente capigruppo del Partito democratico e del Movimento cinque stelle in Regione.

Per i democratici "la situazione che attraversa l’Umbria ha messo sotto stress l’intera popolazione, con conseguenze sanitarie, sociali ed economiche. Il nostro territorio non è immune, attraversando la situazione più difficile a causa dell’elevato numero di contagi, delle difficoltà che vivono le strutture sanitarie e dell’inerzia del governo regionale nel rispondere alle criticità del territorio". E ancora: L’uscita dall’emergenza – proseguono i proponenti – sarà concreta solo quando riusciremo a somministrare il vaccino contro il Covid al maggior numero di persone. La prima fase, quella del vaccino per il personale sanitario, si sta concludendo. Sta per partire la vaccinazione per la popolazione non sanitaria e stride la scelta della Regione Umbria di vaccinare soltanto i nati nel 1940 e nel gennaio 1941, ritardando ultra ottantenni e novantenni". 

E qui si apre la polemica: "Strategico – spiegano il Gruppo consiliare del Pd di Perugia e i consiglieri regionali- anche il ruolo dei punti vaccinali individuati nel territorio. Realtà che, fino ad ora, hanno evidenziato le loro criticità, come nel caso di Perugia. Balza all’occhio la scelta di individuare un solo punto vaccinale a Perugia, posizionato a Ponte d’Oddi, con orario ridotto solo alla mattina e in un luogo non particolarmente consono all’attività prevista. Tutta la popolazione perugina, residente in uno dei Comuni più estesi d’Italia, dovrà recarsi solo di mattina in un luogo della città non particolarmente agevole e ben collegato con il resto della città. L’immobile individuato, oltretutto, risulta essere quello di un supermercato da poco dismesso e che suscita forti dubbi sull’idoneità del luogo". 

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