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Zona Rossa, Tesei: "Ho fatto la scelta che avrebbe fatto qualsiasi Governatore: meglio l'impopolarità che giocare sulla salute"

La Presidente e la sua sesta informativa sulla pandemia. Respinge le accuse e spiega che i nemici sono "la variante inglese e quella brasiliana". Appello all'unità consapevole che è il momento peggiore per l'Umbria e per lei

Il momento peggiore per l'Umbria e gli umbri. Il momento politico peggiore per la Presidente Tesei assediata dalle critiche dell'opposizione, dei sindacati, e costretta a fare i conti con la delusione profonda - che si respira sui social - di commercianti, artigiani e famiglie alle prese con un ripetersi di tsunami economici. Il momento peggiore perchè anche la seconda gamba della coalizione di centrodestra, Fratelli d'Italia, si smarca dalla gestione sanitaria e chiede un cambiamento di rotta del governo regionale.

La presidente Donatella Tesei però non molla e continua la sua battaglia alla pandemia e alla crisi economica. Il tono è sempre il solito - non fiaccato da questo terremoto politico-sanitario -, lo stile serioso e poco incline all'ammiccamento al pubblico; sesta informativa al consiglio regionale: non una difesa d'ufficio ma sia una spiegazione che un piano per ribaltare il risultato politico e sanitario. Non ci sta alle accuse di governo passivo: "Ho chiesto io una informativa alla Sanità e al Comitato tecnico scientifico, quando dal 22 al 28 gennaio c’è stato un incremento dei contagi di 448 unità, i positivi a quota 5004, ricoveri a quota 400 e terapie intensive 53. Il 29 gennaio scrissi ai sindaci proponendo, in una logica di totale collaborazione istituzionale, adeguate misure restrittive".

Quelle maledette varianti del Covid che hanno fatto saltare il banco e aperto il vaso di pandora delle polemiche, sono state scoperte in circolazione in centro italia proprio dalla taskforce sanitaria umbra:  "È stato riconosciuto dall’autorità nazionale il valore scientifico del lavoro svolto in Umbria da tecnici, Cts e equipe epidemiologica". Con orgoglio ma consapevole della crescente impopolarità - frutto anche delle sfiducia politica a livello nazionale dopo un anno di sacrifici, tutti vanificati da seconde e terze ondate - la Tesei scandisce nell'aula del consiglio regionale: "La variante inglese colpisce i piccoli e la brasiliana, ancora poco conosciuta, si è rivelata molto contagiosa. Ho fatto la cosa che avrebbe fatto qualsiasi governatore, affrontando l'impopolarità a tutela della salute degli umbri. Un momento di grande dolore, di sacrifici, ho a cuore i nostri giovani".

Tuonano dai banchi del Pd e del Movimento 5 Stelle contro l'incapacità nel gestire la sanità umbra, di non aver un piano contro la pandemia e soprattutto l'arroganza di non ascoltare nessuno portando l'Umbria e gli umbri ai confini del baratro. Qui il tono della presidente Tesei si fa alto e senza leggere ricorda a memoria tutto quello fatto e che aveva funzionato alla perfezione fino alla metà di gennaio quando le varianti inglese e brasiliana hanno fatto la tragica comparsa sul territorio e nell'ospedale di Perugia. "Abbiamo cercato di riaprire le scuole in modo sicuro, facendo tamponi, screening, da oggi per le fasce più giovani. Trasporti al 50 per cento del riempimento, mentre su scala nazionale sono all’80".

L'Umbria un caso nazionale... si è vero ma solo perchè secondo la Presidente, confortata a sua dire dai dossier scientifici, è stata la prima ad affrontare il morso del drago della variante del Covid: "La variante brasiliana rischia di diventare il nuovo mostro di questa crisi in tutta Italia. Sono noti nuovi focolai a Bologna, nelle Marche, in Abruzzo, a Messina, in Molise, in Toscana, mentre l’Alto Adige fa un lockdown di tre settimane".

Poi l'appello a navigare tutti dalla stessa parte, ad evitare polemiche e falsità, che possono avere degli effetti sui cittadini e sull'economia peggiori di quelli del virus: "Oggi il nemico comune di cui si parlava nell’atto prodotto da questa Assemblea ha un nome: variante inglese e brasiliana. Siamo tutti nella stessa trincea". Un appello all'unità degli umbri e anche della sua coalizione. Fondamentali i prossimi 10 giorni per una svolta attesa. 

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