Progetto rifiuti zero finisce in "discarica": cresce il fronte pro-cementifici

Non ci credono. Nè la destra ma neanche lo stesso assessore Silvano Rometti. Per loro la soluzione rifiuti zero non è adatta per l'Umbria perchè resterà sempre una quota di rifiuti da smaltire...

Rifiuti zero in Umbria non è possibile. Almeno ne sono convinti sia il centrodestra che lo stesso assessore regionale all'ambiente Silvano Rometti che hanno affrontato la questione della chiusura del ciclo dei rifiuti in consiglio regionale. Con la sola differenziata - per loro - non si riesce ad evitare la chiusura delle discariche e lo smaltimento totale anche dei rifiuti non differenziabili. Su questo lo stesso esponente della Giunta regionale è stato preciso: "Non è una soluzione il progetto di rifiuti zero: sul trattamento termico, non bisogna discutere sulla base di ideologismi, né a favore né contro".

Ma l'assessore dice di più nel momento esclude la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione su base provinciale come previsto dal Piano: "Un impianto di trattamento termico per la sola frazione secca non ha le condizioni per essere realizzato, sotto molti punti di vista". Detto questo resta una sola via che tra l'altro potrebbe essere gradita a destra e nel centrosinistra: bruciare i rifiuti nei cementifici. Da qui anche quel "non avere preconcetti verso nessuno".

Forza Italia addirittura lo dice con chiarezza prendendo anche gli applausi di tutti gli altri partiti dell'opposizione: "Il decreto di un anno fa - ha spiegato Raffaele Nevi - sul 'Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologia di combustibile (Css)' ha aperto la possibilità di produrre e utilizzare dei Css nei cementifici e nelle centrali termoelettriche, strutture presenti in Umbria e non sfruttate. La nostra proposta in tal senso è flessibile, in quanto l'eventuale diminuzione della produzione di rifiuti, attraverso politiche alternative verso le quali non abbiano dinieghi ideologici, porterebbe di conseguenza  alla diminuzione di Css. Il rischio di oggi – sottolinea l'esponente di Forza Italia - è quello di arrivare al paradosso che i nostri rifiuti vadano nelle discariche, mentre i rifiuti di altre regioni arrivino nei cementifici e centrali umbre”.

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Per Orfeo Goracci (CU) "i problemi non si risolvono cambiando sigla da 'cdr' a 'css'" mentre per Oliviero Dottorini (Idv) "bene il superamento dell'ipotesi termovalorizzatore". La discussione è stata rinviata direttamente al 21 gennaio, ma in giunta si sta lavorando ad una chiusura del ciclo anche sfruttando le fornaci dei cementifici anche perchè nessuno crede al progetto di rifiuti zero.

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