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la nostra vignetta di Pellegrini

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Le corse dei bus tagliate con la mannaia dalla Regione; sale la rabbia: "Isolati i piccoli comuni, pagano i poveri"

Tutti contro la Giunta regionale dopo la scoperta della mancanza di fondi. Il 7 luglio dimezzate le corse urbane ed extraurbane. Ecco lo scenario paventato dai Comuni. Personale a rischio licenziamenti da settembre

Mentre la Giunta regionale, ora guidata dal Presidente Paparelli, firma delibere per nuovi portaborse perchè il lavoro e tanto e hanno bisogno di aiuto, si avvicina il giorno della mannaia, la dimostrazione che la gestione passata e presente del trasporto pubblico da parte dell'amministrazione regionale non è stata certo quella ottimale.I pendolari e i comuni a guida centrodestra, da Maersciano a Umbertide arrivando a Foligno, parlano di tagli figli di una cattiva gestione. Non ci sono i soldi al momento per garantire i collegamenti urbani ed extraurbani del periodo estivo. E peggio sarà se da settembre non si troveranno le risorse per finire l'anno con le corse previste per l'orario invernale. Una Regione, ridotta all'ordinaria amministrazione, sta mostrando all'improvviso tutti i suoi limiti. Non dimentichiamoci che sono in atto anche tagli al diritto allo studio con tanto di famiglie e associazioni degli studenti sul piede di guerra. A pagare questa mancanza di fondi per il trasporto pubblico saranno le fasce più deboli che sono i maggiori utenti dei bus urbani ed extraurbani: pensionati, studenti, lavoratori pendolari a basso reddito, casalinghe. Ma a pagare caro saranno i piccoli comuni e i medi, proprio quelli al più alto rischio spopolamento e con molti giovani costretti ad emigrare. Tutti contro la Giunta regionale. 

Anche i piccoli Comuni dell’Umbria alzano gli scudi contro il provvedimento, quello della Regione Umbria, sul taglio delle linee del trasporto pubblico locale su gomma, che rischia di isolare ancora di più le aree interne e i piccoli territori: “la soppressione delle linee extra urbane – spiega il coordinatore dei piccoli Comuni di Anci Umbria, nonché sindaco di Montecchio, Federico Gori – mette in ginocchio realtà già geograficamente penalizzate, peraltro servite solo da trasporto su gomma. È una soluzione inaccettabile e fortemente discriminante”. 

Il coordinatore evidenzia anche un altro fatto: “questo atto della Regione va contro il principio su cui i Comuni hanno lavorato in questi anni, ovvero la strategia delle aree interne e del controesodo, che ha come cardini principali il trasporto, la scuola e la sanità. Intervenendo in maniera così netta sui collegamenti extraurbani, su quelli che mantengono ancora in vita molte comunità già disagiate, si rischia di far sgretolare quel minimo di tenuta sociale esistente. Gli effetti drammatici di questo provvedimento arriverebbero a settembre, con la ripresa dell’attività scolastica che potenzialmente potrebbe essere seriamente compromessa. Occorre rivedere il sistema generale dei trasporti umbri, non solo quello su gomma (gestione aeroporto, Freccia rossa, ecc), per fare in modo che a pagare le conseguenze non siano solo quelle comunità che sempre più spesso vivono ruoli marginali e penalizzati anche da eventi naturali, come il sisma”.

Sulla vicenda, Anci Umbria ha intenzione di convocare “un incontro con i parlamentari umbri per rappresentare la gravissima situazione che è stata prospettata nel volgere di poco tempo, per affrontare congiuntamente quello che, di fatto, si prospetta come uno stato di crisi del nostro trasporto pubblico locale e trovare, insieme, soluzioni condivisibili e più accettabili”.

Intanto, i sindaci dei Comuni dell’Umbria, loro malgrado, si trovano nella condizione di dover varare una delibera sulla rimodulazione del servizio di trasporto pubblico locale, così come richiesto dalla Regione Umbria. “Si tratta di un atto che esprime grande senso di responsabilità da parte dei sindaci – commenta il presidente di Anci Umbria, Francesco De Rebotti – ma è un atto dovuto, vista la situazione che, nel giro di un mese, ci è stata prospettata dall’assessore ai trasporti Chianella. La Regione Umbria chiede ulteriori sacrifici ai cittadini per contenere i costi del tpl e noi, nonostante la nostra totale contrarietà dobbiamo dare seguito a quanto avanzato nella delibera regionale. Un provvedimento che abbiamo avuto modo di contestare più volte, sia nella forma, sia nei contenuti.

Che si naviga a vista sui trasporti, non da ora ma da tempo, lo ammette anche lo stesso De Rebotti che va ricordato è un sindaco Pd, lo stesso partito dell'attuale presidente della Giunta Regionale, Paparelli. "In appena un mese, di fatto, sono stati imposti tagli del 10 per cento sulle linee. Tuttavia, spetta ai sindaci spiegare ai cittadini le motivazioni di tale scelta, dare conto di un pericoloso isolamento dei luoghi, sotto il profilo della mobilità pubblica. Spiegare. Un verbo che però non trova sostanza, in quanto possiamo solo dire che siamo costretti a tagliare le linee per contenere i costi di gestione, a fronte di una indisponibilità, quanto mai improvvisa, di risorse regionali; tuttavia, non siamo stati messi nelle condizioni di poter illustrare un progetto di trasporto pubblico locale su gomma per il prosieguo. Auspichiamo che il confronto con i parlamentari umbri possa segnare l’inizio di un percorso diverso, meno impattante per i territori e i cittadini”.

Non va dimenticato che questi tagli obbligheranno l'azienda di trasporto a mandare in ferie forzate il personale in esubero - sono 150 se non si trovano le risorse da settembre - e il settore privato - affidatari di alcuni servizi - hanno annunciato un taglio del persona pesante. Altri disoccupati potenziali in una regione che non ha agganciato la ripresa economica alla pari delle altre regioni del Centro Nord. 

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