Sanità e strategie, Tesei e Dario all'unisono: "Reti interdisciplinari che si scambiano informazioni e investire sui territori"

I due a Villa Umbra all’apertura del Corso di formazione manageriale per Direttori sanitari ed amministrativi di Azienda sanitaria

“La sanità rappresenta oggi la sfida delle sfide da gestire in un contesto pandemico complesso, aggravato per l’Umbria dalla crisi economica di lungo corso e da quella post terremoto”. Lo ha ribadito la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, presidente del Consorzio Scuola umbra di pubblica amministrazione, intervenuta a Villa Umbra all’apertura del Corso di formazione manageriale per Direttori sanitari ed amministrativi di Azienda sanitaria, promosso dalla Regione Umbria e organizzato dalla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.

“È nostro dovere – ha detto la Presidente - costruire un sistema sanitario sempre più efficiente, in grado di rispondere a bisogni di salute attuali e futuri crescenti. Nel perseguire tale risultato, la formazione rappresenta una leva fondamentale e Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica un alleato strategico. Ho avuto modo di incontrare in diverse occasioni l’Amministratore Magarini con cui stiamo condividendo e sviluppando progetti interessanti per implementare l’offerta formativa rivolta alla Pubblica Amministrazione”.

Claudio Dario, Direttore regionale Salute e Welfare, ha spiegato che la lotta alla pandemia ha confermato sia che bisogna investire su politiche sanitarie sul territorio che sulla esigenza di costruire reti che dialogano tra loro scambiandosi dati e informazioni: “La sanità – ha affermato – è in primo luogo informazione e comunicazione. È interazione tra una molteplicità di soggetti specializzati che operano in reparti differenti e si confrontano non soltanto con i pazienti ma anche con i loro familiari e ‘caregiver’. La gestione dell’emergenza da coronavirus ci ha insegnato ad essere ancor più pragmatici, a superare le distanze fisiche e ci ha ricordato il valore del lavoro multidisciplinare e dell’assistenza territoriale di prossimità. La sanità prossima futura – ha detto ancora - avrà strutture sempre più a rete, meno gerarchizzate, dove concentrare competenze specializzate ed elevate tecnologie. Sarà una sanità soft, capace di presidiare il territorio grazie anche alla telemedicina”.

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