Covid, 120 donatori di plasma iper-immune. Parte il trattamento. "Una banca del sangue per i contagiati"

L'assessore regionale Coletto ha fatto il punto sulla sperimentazione della terapia dopo l'interrogazione dei consiglieri Bori-Meloni

“Il percorso regionale di selezione e produzione del plasma iperimmune da donatori-pazienti,  guariti da infezione Covid19, è attualmente in piena attuazione". L'assessore Luca Coletto ha confermato la piena attuazione della sperimentazione legata al progetto ‘Tsunami’ contro il Coronavirus. L'informativa arriva nel corso dell'interrogazione della coppia Pd, Bori-Meloni, che hanno chiesto alla Giunta regionale "“se si ritiene utile proporre in maniera proattiva ai pazienti già guariti dal Covid 19 la donazione di plasma convalescente e se si vuole effettuare lo screening a tutti i donatori che si recano a donare il sangue e, nel caso in cui presentino le immunoglobuline, proporre in maniera attiva la plasmaferesi per donare plasma iperimmune”.

Tornando alla sperimentazione, dallo scorso 18 maggio è iniziata la selezione dei candidati donatori che già dalla prima settimana ha dato un grande segnale di attenzione e disponibilità con circa 120 adesioni. Annuncia l'assessore Coletto: "Da domani, 27 maggio, inizieranno le procedure per la raccolta e la produzione e stoccaggio del plasma iperimmune sui primi quattro donatori selezionati su 20 esaminati. È anche intenzione della Regione Umbria utilizzare i test dei donatori,  visto il perfezionamento di un accordo  con tutti i donatori dell’Umbria,  per implementare ulteriormente la possibilità di avere donatori di plasma iperimmune e costituire una vera e propria banca che possa essere eventualmente utilizzata nel caso si dovesse ripresentare un’ulteriore epidemia per curare i pazienti con questa possibilità di cura importante che non ha reazioni o esiti negativi".

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Bori ha suggerito che, “vista una quota di pazienti già disponibili, perché guariti, si potrebbe iniziare con la richiesta proattiva, cioè le Asl, anche attraverso i medici di base potrebbero suggerire agli oltre mille pazienti umbri guariti di sottoporsi alla plasmaferesi. Se dei mille anche una piccola parte si rendessero disponibili si potrebbero già ad accumulare delle riserve di plasma iperimmune”.

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