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Umbria, un sindaco minacciato con tanto di scritte sui muri. I sindaci umbri: "Vergogna, atto anti-democratico"

Le minacce, soprattutto che rimandano a violenze fisiche o peggio ancora di morte, non dovrebbero avere colore. Come ogni forma di razzismo andrebbero condannate da parte di tutte le istituzioni. Anche perchè il rischio di un ritorno, una vampata, di terrorismo (da quello nero, a quello rosso e anarchico) è considerato molto forte sia dal Ministero degli Interni che nelle relazioni dei nostri servizi segreti. C'è un sindaco in Umbria, leghista o meglio sarebbe dire rappresentante di una amministrazione di centrodestra, che è stato ufficialmente minacciato con scritte in città: "Latini, attento  il vento fischia ancora forte" con tanto e martello. Questa scritta ricorre sovente contro esponenti dell'imprenditoria, della politica di destra e persino contro vescovi e cardinali. E' a tutti gli effetti una minaccia, una pericolosa minaccia.

Da qui la presa di distanza, tra i pochi in verità, da parte del presidente di Anci Umbria Francesco De Rebotti, dopo la scritta “intimidatoria e ingiuriosa” comparsa su un muro della biblioteca comunale: “un gesto deplorevole – afferma il presidente - che va fermamente condannato. La violenza e le minacce non hanno nulla a che fare con la democrazia, e il confronto politico si attua nelle sedi e nei modi opportuni, non certo con le minacce. Sono atti che non appartengono all’Umbria, una regione vocata alla pace e alla democrazia”. Speriamo che l'Umbria abbia superato il periodo delle minacce sottovalutate o sottaciute solo perchè provenienti da certi ambienti politici rispetto ad altri. 

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