Sindaci in trincea | Sandro Pasquali: "E' un brutto momento, ma passerà. Sogno una grande festa per la rinascita"

Al sindaco abbiamo chiesto di raccontarci questi giorni difficili passati in prima linea per difendere i cittadini, ascoltarli, punire i furbetti e salvare il salvabile dell'economia di un piccolo territorio

Sandro Pasquali, sindaco di Passignano sul Trasimeno, eletto per la prima volta nel 2019, è uno di quei sindaci profondamente innamorati della propria terra. E' un uomo del Lago che, al di là della sua fede politica (centrosinistra), è riuscito a prendere i voti anche di chi storicamente ha votato o vota dall'altra parte. Sandro come tanti sindaci dei nostri piccoli comuni è in prima linea per fronteggiare l'emergenza coronavirus. La notte dorme poco, in servizio 24 ore su 24, risponde e rassicura i cittadini e da pochi giorni è anche papà di una bellissima bambina. Dovrà ora lottare anche per lei contro questa tempesta perfetta che lascerà profondi segni economici, dopo i lutti purtroppo ancora in corso. Al sindaco abbiamo chiesto di raccontarci questi giorni difficili passati in trincea. 

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Nel momento più buio della storia del Paese, e quindi anche dell'Umbria, lei è diventato padre. Un motivo in più per lottare contro questo male invisibile che sta stravolgendo la vita di tutti? Certamente, una gioia unica che allontana ovunque i brutti pensieri, ho visto con quale emozione ha ricevuto la notizia la nostra comunità, c'è sempre bisogno di speranza, ora una vita che nasce è la vera lotta per il futuro.

Lasciando da parte il sindaco, parlando all'uomo, al padre, quali sono quelle preoccupazione che tormentono i suoi sonni? "Anna è al centro dei miei pensieri, e vorrei preservarla ora da questi rischi, e insieme a Roberta mia moglie poterle dare serenità, spero per lei che quando le racconteremo di questi giorni le nasca dentro una consapevolezza della vita, da uomo temo più di tutti l'egoismo, e anche in questa emergenza fa capolino purtroppo".

Si parla di medici, di infermieri, di forze dell'ordine, considerati a giusta ragione degli angeli, ma mai come in questo periodo storico in prima linea ci sono i piccoli sindaci: cosa le chiedono i cittadini?  "I cittadini giustamente chiedono di tutto, dal poter uscire, ai pericoli che corrono, ai bisogni. Mi chiamano anche per ringraziare ed incitare, hanno bisogno del Sindaco come di un padre di famiglia, ora abbiamo questo ruolo insieme ai colleghi. Siamo una prima linea diversa, ma altrettanto fondamentale,  considerate che la sera mi chiamano se ritardiamo nel comunicato quotidiano, è un messaggio che li rassicura. Con i miei collaboratori lavoriamo 24 h al giorno adesso, e ci sentiamo in dovere di ringraziare medici infermieri  forze dell'ordine la vera prima fila, assieme ai commessi di vendita dei generi alimentari".

E cosa chiede lei alla sua comunità in questo momento difficile? Ai miei concittadini chiedo di stare uniti,  di volersi bene, e proprio per questo di stare a casa, rispettare le normative, capire il momento. È un brutto momento ma passerà e ho promesso che faremo una grande festa tutti insieme, la festa della nostra rinascita.

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Lo slogan #andratutto bene, ma da un punto di vista economico piccole comunità come Passignano, come tante altre città umbre, sopravviveranno allo tsuanmi dopo la violenta scossa sismica rappresentata dal coronavirus? "Sono tormentato da questa vicenda,  vorrei essere rassicurante, ma non sono illuso, ci saranno problemi, metteremo in campo da parte nostra tutte le accortezze per poter aiutare i settori in difficoltà,  ma anche i comuni avranno serie difficoltà temo, allora qui c'è bisogno di una terapia d'urto , di un nuovo piano Marshall di livello europeo, ma dal punto di vista dei cittadini deve cambiare qualcosa, la consapevolezza del momento dovrà farci riscoprire i veri bisogni dal non necessario, il silenzio delle strade di Passignano in questi giorni mi fa piangere, ma so che dentro quelle mura c'è voglia di vita e di rimboccarsi le maniche, ce la faremo, insieme".

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