Sindaci in trincea| Enea Paladino (Citerna): 'E' una guerra tra decreti, paura e persino dover annunciare decessi'

Dopo i sindaci di Passignano e di Magione, andiamo a conoscere il primo cittadino di Citerna, Enea Paladino, un giovanissimo amministratore di centrodestra alla sua prima esperienza di governo della sua comunità. Interviste di sindaci in trincea. 

Dopo i sindaci di Passignano e di Magione, andiamo a conoscere il primo cittadino di Citerna, Enea Paladino, un giovanissimo amministratore di centrodestra alla sua prima esperienza di governo della sua comunità. Interviste di sindaci in trincea. 

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Inaugurazione torre civica_Citerna-2Nel momento più buio della storia del Paese, e quindi dell'Umbria, lei è in prima linea non solo per la sua famiglia ma per una famiglia più grande: la comunità di Citerna. Quanto pesa ai tempi del coronavirus quella fascia conquistata nelle urne? E soprattutto come è cambiata la sua vita?  "La vita da sindaco cambia la vita di una persona, si porta sulle tue spalle un’immensa responsabilità e senso del dovere. Soprattutto avere, da pochi mesi, questa fascia in un’emergenza simile non è facile, ma spero di aver fatto tutto e continuare a fare il possibile per mettere al sicuro i cittadini. È una guerra e noi amministratori siamo veramente in trincea, in particolar modo dare immediate risposte ai cittadini che la mattina chiedevano delucidazioni riguardo ai vari decreti pubblicati la sera prima. Un lavoro di notti passate ad interpretare i decreti insieme ai colleghi umbri dell’anci. Poi le chiusure degli uffici, dei parchi, dei cimiteri, le disinfestazioni, le igienizzazioni, le raccomandazioni a rimanere a casa fatte con volantini, manifesti, altoparlanti, nei social e nel web, con i sistemi di alertsystem. Aggiornare quotidianamente la popolazione sulla situazione, un sindaco è il punto di riferimento di tutta la comunità e tutti si aspettano il pieno controllo della situazione. Infine la parte più difficile, comunicare il decesso di un tuo concittadino, un compito ingrato , un compito che mai avrei voluto fare. È una guerra".

Lasciando da parte il sindaco, parlando all'uomo, quali sono quelle preoccupazione che tormentano i suoi sonni?  Non vedere ancora la luce in questo caos, questo mi mette davvero molta agitazione ed ansia. Questo nemico sembra invincibile.

Citerna-750x420-2Si parla di medici, di infermieri, di forze dell'ordine, considerati a giusta ragione degli angeli, ma mai come in questo periodo storico in prima linea ci sono i piccoli sindaci: cosa le chiedono i cittadini? E cosa chiede lei alla sua comunità in questo momento difficile?  Personalmente in questo momento non penso agli encomi, la classe politica nazionale purtroppo non dà grandi esempi, si continua a litigare nonostante questa emergenza, quindi anche i mass media danno poco risalto al lavoro dei sindaci. Francamente mi dispiace ma non mi importa più di quel tanto. Vivo la situazione in casa con mio padre che a 67 anni è medico di famiglia anche lui in prima linea e questo mi mette ancora più in ansia. I cittadini chiedono soprattutto una comunicazione tempestiva sulla situazione, poi mi chiedono tanti consigli. Io, invece, chiedo a loro di ascoltare ciecamente ai vari dpcm, una guerra si vince solo se si risponde obbedendo alle disposizioni richieste.

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Lo slogan #andratutto bene, ma da un punto di vista economico piccole comunità come Citerna, come tante altre città umbre, sopravviveranno allo tsuanmi dopo la violenta scossa sismica rappresentata dal coronavirus? Sono convito che una volta finito questo brutto incubo le nostre comunità rifioriranno, che ci sarà tanta voglia di riscatto. La nostra comunità citernese rinascerà ne sono sicuro. Siamo italiani, supereremo anche questa.

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