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Scuola, gli studenti di sinistra scioperano in piazza e vogliono tornare in classe

Pieno appoggio alla protesta dei giovani dal capogruppo del Pd, Tommaso Bori: "La Regione faccia un piano serio"

Per il sindacato studentesco in realtà il ricorso alla Didattica a distanza è figlio della mancata organizzazione anti-covid da parte dell'amministrazione regionale.  "La situazione del trasporto pubblico regionale, gli spazi inadatti e più in generale, gli investimenti insufficienti fatti dal Governo Regionale sono i principali fattori determinanti che hanno reso necessaria la proroga della riapertura, con tutte le immense difficoltà e fatiche che la didattica a distanza impone per studenti e docenti": hanno gridato ai megafoni gli studenti di sinistra.

Per Matias Cravero, coordinatore di Altrascuola, "da tempo ormai restano sul tavolo le nostre proposte per la ripartenza in sicurezza delle scuole, che il Governo Regionale non ha ancora mai voluto davvero ascoltare. Il tempo sta scadendo, chiediamo di essere ricevuti al più presto!". Da Palazzo Cesaroni, pieno sostegno agli studenti, da parte del capogruppo del Pd, Tommaso Bori che invita la Regione a mettere in moto un piano serio per tutelare il mondo della scuola: "La maggioranza si è trincerata dietro alla forza dei numeri e agli studenti non è restato che scendere in piazza per presentare una piattaforma di proposte per una scuola in sicurezza, che tuteli il diritto alla salute e alla formazione e allo studio. Una piattaforma condivisa – conclude -, che porteremo avanti nelle sedi opportune”.
 

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