Regione, domani la "corrida": la maggioranza rischia di spaccarsi

Il Pd blinda il presidente Brega e quindi si dovrà rieleggere solo parte dell'ufficio di presidenza dopo l'arresto di Goracci. Idv e Rifondazione dicono no a una loro nomina. Spunta l'ipotesi Carpinelli (ex Pdci)

Più che un consiglio regionale, quella di domani, sarà una sorta di corrida: con il Pd e la Giunta a fare da torero-imbonitore e sull’arena due tori scatenati (Pdl e Idv) e uno pronto a colpire di sorpresa (Rifondazione). La parte invece di coloro che cercheranno di distrarre i tori in caso di qualche attacco portato a segno spetterà invece al Partito Socialista federato al gruppo Per l’Umbria con Catiuscia di Roberto Carpinelli (ex Pdci e ora associazione per la sinistra-Berlinguer). Tutto questo è doveroso ricordare dopo praticamente l’azzeramento dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale determinato dall’arresto di Orfeo Goracci e dalla dimissioni del Pdl di Lignani e De Sio.

Al suo posto resterà il presidente Eros Brega: nel Pd non è prevalsa la linea di coloro volevano le dimissioni per tutti quei compagni di partito alle prese con piccole o grandi beghe giudiziarie. Il partito ha ribadito che il discrimine per una dimissione indotta è almeno il rinvio a giudizio. E questo a Brega non è accaduto, come lo stesso vale per l’assessore Vincenzo Riommi.

La corrida dunque sarà per l’elezione politica del vice-presidente in quota maggioranza (una volta c’era Goracci). Nella riunione di maggioranza di questa mattina l’intero gruppo dell’Idv (Dottorini-Brutti) ha ribadito di essere per la tabula rasa degli indagati che devono pensare a difendersi e non ad occupare poltrone.

Brutti era in predicato per essere candidato, ma ha risposto, assaporando la trappola, che non è disposto in queste condizioni….a fare nulla. Damiano Stufara, capogruppo del Prc, altro potenziale candidato è per coerenza per una nuova stagione anche dell’ufficio di presidenza: non sarebbe disposto però a prendere il posto di Goracci (sarebbe di cattivo gusto…dicono).

Ecco dunque che la patata bollente spetta al Pd che ha due soluzioni potenziali: la più facile quella di affidarsi al fedele alleato Psi-federato con il gruppo dell’ex Pdci, Carpinelli. Buconi è già presidente di commissione e quindi sta bene dove sta. L’idea dunque è quella di una candidatura Carpinelli che svolge soltanto il ruolo di capogruppo. Il tutto tanto fino a novembre prossimo quando scadrà il mandato della presidenza Brega.

Difficile la nomina di Smacchi (del Pd) a vice-presidente: è della stessa area di Brega e inoltre svolge già funzioni istituzionali. Nel Pdl, dopo la bagarre, sarà rieletto Lignani.

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