Umbria e allarme rosso da Covid, il centrosinistra tende la mano alla Tesei: "E' tempo di lottare e agire insieme"

Intanto prove di dialogo e di collaborazione anche tra regione e sindacati Cisl, Uil e Cgil: la Regione avvierà un tavolo permanente per la gestione dell’emergenza sanitaria in Umbria

La situazione in Umbria, come nel resto del Paese e d'Europa (lockdown imposto in Francia e Germania), è davvero difficile per via dell'aumento impressionante di contagi giorno dopp giorno. Quasi 700 in 24 ore registrati dalla nostra task-force sanitaria. L'aria che tira è quella di nuovi, durissimi, provvedimenti restrittivi per raffreddare la salita del contagi a livello nazionale. L'Umbria con i suoi 124 potenziali posti in terapia intensiva (al momento 98 già predisposti) è in sofferenza e questo può incidere pesantemente sullo svolgimento delle mansioni extra covid a livello sanitario. Serve unità a tutti i livelli. E lo hanno capito bene anche le due grandi opposizioni al Governo regionale della Tesei, il centrosinistra di Bori-De Luca-Fora e i sindacati (molto attivi a livello regionale, rispetto allo scacchiere nazionale...).

La proposta di una tregua è stata servita dall'opposizione a condizione però che vengano valutate anche le loro ricette anti-emergenza. Da qui la richiesta alla Giunta di “convocare quanto prima un tavolo inter-istituzionale sulla crisi”. Per i consiglieri di minoranza “il forte aumento dei contagi fa ripiombare l’Umbria in una condizione di allarme rosso. Per questo torniamo a tendere una mano perché è necessario chiamare a raccolta tutte le forze politiche, economiche e sociali disposte a lottare insieme e ad agire uniti, contro l’avanzare preoccupante di questa pandemia”. Un grande gesto, senza tante condizioni, che sarebbe un vero peccato sprecare in questo momento. Quel tavolo si deve istituire. Almeno provare.

Intanto prove di dialogo e di collaborazione anche tra regione e sindacati Cisl, Uil e Cgil: la Regione avvierà un tavolo permanente per la gestione dell’emergenza sanitaria in Umbria con le organizzazioni sindacali, ma per Cgil, Cisl e Uil. “Stamattina - hanno scritto i segretari di Fp Cgil, Tatiana Cazzaniga, Fp Cisl, Marcello Romeggini, e Uil Fpl, Marco Cotone - abbiamo partecipato all’incontro in video conferenza con l’assessorato alla Sanità e i direttori amministrativi di alcune aziende sanitarie. Purtroppo l’assessore Coletto è stato collegato solo per pochi minuti, ma in ogni caso, su nostra sollecitazione ha preso l’impegno di portare in conferenza Stato-Regioni la richiesta di un decreto d’urgenza per consentire assunzioni rapide con nuove modalità di selezione". I sindacati chiedono anche di avviare anche in Umbria delle selezioni con modalità semplificate, che consentirebbero di mettere da subito in servizio, a tempo indeterminato, il personale sanitario e tecnico assolutamente necessario. 

La Regione ha poi garantito che nel tavolo permanente si discuterà delle risorse aggiuntive da destinare al personale per il riconoscimento dello straordinario impegno che di nuovo si sta mettendo in campo. “Per quanto ci riguarda - concludono Fp Cgil, Fp Cisl e Ull Fpl - siamo disponibili a questo confronto, avendo già lo strumento dell’accordo sottoscritto a maggio per la prima fase dell’emergenza Covid, ma resta per noi essenziale il nodo assunzioni e la garanzia della sicurezza dei lavoratori, attraverso l’approvvigionamento di adeguati dispositivi di protezione individuale e di un’organizzazione seria e partecipata delle strutture e dei percorsi”. Dialogo per una collaborazione sana è in corso. L'Umbria ne ha bisogno, oggi più che mai. 
 

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