Venerdì, 19 Luglio 2024
Politica

Umbria Pride, protesta delle associazioni familiari per il patrocinio della Regione Umbria alla manifestazione: "Che fine ha fatto la legge sulla famiglia?"

Family Day, Famiglie Numerose e il partito Popolo della Famiglia Umbria fanno sentire la propria voce chiedendo il ritiro del patrocinio di 2000 euro da parte della Regione alla manifestazione Pride regionale: "Si approvi e si finanzi adeguatamente, piuttosto, la legge regionale sulla famiglia"

Family day e Associazione Famiglie Numerose dell'Umbria in un comunicato congiunto, così come anche il partito Popolo della Famigla in una nota a parte, fanno sentire la propria voce in merito al patrocinio di 2000 € concesso dalla Regione Umbria al Gay Pride: "una manifestazione - si legge nel comunicato - che rivendica diritti come quello dell'utero in affitto, recentissimamente riprovato anche da Papa Francesco  e che in altre città  - vedi Cremona - ha assunto modalità a dir poco irrispettose delle sensibilità altrui".

Le due associazioni a favore della famiglia e la genitorialità sostengono come sia "incomprensibile anche quale sia il senso di questa scelta della giunta, che oltre ad andare in antitesi con la visione dei partiti che rappresenta, viola il patto sottoscritto con le nostre associazioni, il Manifesto valoriale, cioè, da noi presentato in campagna elettorale e firmato praticamente da tutta la maggioranza".  

"In questi anni cortei delle manifestazioni pride del coordinamento Lgbt non hanno mai mostrato nessuna bellezza nelle strade umbre - dichiara poi il coordinatore regionale del Popolo della Famiglia Umbria, Saimir Zmali - se non oscenità, volgarità con tanto di vilipendio alla religione cattolica ed offese a milioni di credenti nel territorio italiano. Non dimentichiamo quel manifesto del Perugiapride del 2017 che obbligò il Sindaco Romizi a ritirare all’evento il patrocinio del Comune di Perugia. Le recenti immagini del pride di Cremona, in cui è stata nuovamente dileggiata l’immagine della Madonna, confermano che lo stile e l’ispirazione artistica degli organizzatori di questi avvenimenti non sono affatto cambiati», ha dichiarato Saimir Zmali, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia Umbria. Con queste premesse avvertiamo un sentimento di imbarazzo e fastidio nel vedere la firma della Presidente Tesei a sostegno di una manifestazione che del “pride” è rimasto ben poco".

Le associazioni e il partito politico si sono mobilitati per chiedere alla Regione il ritiro del patrocinio, ricordando che sono ancora in attesa dell'apporvazione della legge regionale sulla famiglia, legge che andrà efficacemente finanziata per sostenere politiche strutturali concrete a favore della famiglia.

Il manifesto dell'Umbria Pride

Cosa rivendica il manifesto della manifestazione finanziata dalla Regione, e contestata dai movimenti familiari? Eccone un estratto

"Caos per rivendicare il riconoscimento di tutte le formazioni famigliari, di qualsiasi coppia o singol* e per ogni tipo di relazione, comprese le non monopartneriali, per l’accesso alla genitorialità completa, all’adozione, alle pratiche di procreazione medicalmente assistita e gestazione per altr*, per le coppie gay e lesbiche, le/i singol*, per il riconoscimento alla nascita dei figli e delle figlie delle coppie omogenitoriali da parte di entrambi i genitori, sia per quell* già nat* che per quell* che nasceranno, per essere promotor* di una riflessione scevra da pregiudizi e tabù su di esse e sull’accesso alla genitorialità in tutte le sue forme" (estratto del manifesto dell’Umbria Pride)

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