Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

La Regione cala gli assi del Piano resilienza: 45 progetti per 3miliardi. Si punta su turismo verde, lavoro e digitale

Sarà presentato domani dalla presidente Donatella Tesei il piano che sarà vagliato dal Governo per il finanziamento di rilancio dei territori post-pandemia. Le prime indiscrezioni. Bocciato il Nodino di Perugia che non piaceva a nessuno

Il governo della Presidente Dontella Tesei domani mattina presenterà il vasto e fondamentale per il rilancio dell'Umbria, attanagliata dalla pandemia Covid, il Piano regionale resilienza e resistenza, ovvero il fratello minore del Piano nazionale che il Governo Draghi sta completando e riempendo di grandi infrastrutture e cantieri per far ripartire il Paese. Il Piano Tesei è sotto stretto riserbo ma qualcosa sta trapelando dal palazzo regionale per fare chiarezza dopo polemiche e attacchi strumentali. L'opposizione aveva dichiarato che il centrodestra non avendo idee aveva svuotato i cassetti della vecchia amministrazione per tirare fuori progetti e presentarli. Fonti vicine allo staff della presidenza ribadiscono che invece nulla del passato è stato riproposto.

La dimostrazione sta nel fatto che a sorpresa non c'è il Nodo di Perugia - non ci sono le condizioni come fatto capire bene dal Governo - e non c'è neanche il non amato da nessuno Nodino (tanti problemi sui territori, poca resa alla fine del gioco). Il Piano regionale resilienza e resistenza dell'Umbria è formato da 45 progetti per una richiesta di fondi pari a 3miliardi 120 milioni di euro. Per non perdere tempo in fantasia o progetti irrealizzabili sia la macchina politica umbra che quella tecnica ha dialogato a lungo sui potenziali progetti finanziabili subito e in prospettiva. Da qui i 45 progetti netti in grando di essere in parte accettati.

Massimo riserbo, come detto, sui contenuti ma qualcosa dalla cortina regionale è fuori-uscito: in particolare tre grandi progetti: il primo, 120 milioni per rimettere in sesto le aree industriali della regione, in particolare quelle delle aree interne, spesso abbandonate, prive di infrastrutture, sorveglianza e servizi moderni fondamentali per il lavoro di oggi. Obiettivo: rimetterle in piedi per poi attrarre nuovi investimenti e investitori. In chiave turistica: l'Umbria punta sul turismo verde con il progetto della mega valorizzazione di tutte le aree parco: sentieri, ciclopedali, ippovie e la nascita di un percorso del Tevere unico e pieno di servizio e aree ristoro e fitness che è stato definito la Fcu del Tevere. Per un valore di 170 milioni di euro.

I borghi, le aree interne e i paesi dell'Umbria saranno oggetto di un imponente investimento nazionale per portare il digitale ovunque, in particolare il 5g. Da qui la decisione del Governo regionale di creare le condizioni perchè questo avvenga: 50 milioni di euro per preparare le aree con infrastrutture in grado di accogliere la nuova tecnologia. Anche questo un lavoro fondamentale per il lavoro, evitare lo spopolamento e rendere i borghi umbri in chiave turistica anche più competitivi. Altri importanti progetti saranno sveltati domani. Va ricordato che l'Umbria ha ottenuto, con tanto di documento scritto, tre grandi cantieri nazionali: il potenziamento della ferrata Orte-falconara, il potenziamento e completamente della Fcu e la fine del tratto umbro della Due mari, la Grosseto Fano. Il futuro dell'Umbria è cominciato.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Regione cala gli assi del Piano resilienza: 45 progetti per 3miliardi. Si punta su turismo verde, lavoro e digitale

PerugiaToday è in caricamento