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Aborto Farmacologico, le associazioni femministe pronte alla piazza: "Si seminano ostacoli per bloccare la legge 194"

La Rete Umbra per l'autodeterminazione lancia una manifestazione di Piazza. Chiesto anche l'intervento del Ministro Speranza

L'abolizione del Day Hospital per assumere la pillola abortiva - l'aborto farmacologico - decisa dalla Regione dell'Umbria - si può abortire solo in ospedale con un ricovero di 3 giorni - sta facendo molto discutere. Alcune associazioni cattoliche e movimenti politici - Lega e Popolo delle Famiglia in testa - favorevoli perchè, a loro dire, in questa maniera si tutela maggiormente la salute delle donne che hanno deciso di fare la scelta dell'interruzione di gravidanza. Moltissime le associazioni femministe e per i diritti, ma anche partiti (Pd in testa) e sindacati (Cgil soprattutto) contrari perchè il provvedimento, a loro dire, è un deciso passo indietro e una violazione dei diritti delle donne. Una situazione politica rovente che sfocerà in una manifestazione di piazza a Perugia il 21 giugno prossimo, in Piazza IV Novembre. Tra gli organizzatori la Rete Umbra per l'autodeterminazione, animata dalle numerose realtà associative femministe e singole donne dell’Umbria,

"Riteniamo che questa scelta non sia a tutela della salute delle donne" hanno ribadito gli organizzatori "Come sostenuto dalla presidente Tesei, ma che vada nella direzione esattamente opposta: prevedere un ricovero ospedaliero di tre giorni, forzato e inutile, rende il momento dell'interruzione della gravidanza ancor più difficile e doloroso. Peraltro il tutto avviene in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario regionale, a causa dell'emergenza Coronavirus. Siamo convinte che questa decisione, che fa arretrare l'Umbria, allontanandola dalle prassi ormai affermate nei Paesi europei più avanzati, nasconda, neanche tanto velatamente, la volontà di frapporre degli ostacoli all'esercizio di un diritto riconosciuto dalla legge e conquistato dalle donne dopo anni di lotte. Vogliamo che dall’Umbria parta la modifica delle retrograde linee di indirizzo del 2010  e che come in Europa la RU486 venga somministrata nei Consultori e fino a 9 settimane di gestazione".

Per queste ragioni domenica scenderanno in piazza per dare "visibilità alla straordinaria risposta che in questi giorni le donne di tutta l'Umbria e non solo hanno dato di fronte a questo attacco ai nostri diritti e libertà". La rete lancia un appelo finalizzato a rispettare le norme anti-contagio: "Chiediamo a tutte e tutti le/i manifestanti di venire in piazza munite/i di mascherine e di osservare le disposizioni che impongono almeno un metro di distanza".

In piazza ci saranno anche il coordinamento delle donne della Cgil che contestano pesantemente la Giunta Tesei: “Il provvedimento della Regione Umbria è finalizzato ad ostacolare il ricorso alla IVG, e si aggiunge ai tanti impedimenti già in atto, quale l’alto numero di medici obiettori negli ospedali e nei consultori. Sono scelte dannose e punitive nei confronti delle donne – denuncia la Cgil – che determinano sofferenza. Il vero rispetto della legge 194 richiede che si scelgano le pratiche meno invasive”. Le donne della Cgil chiedono l'immediato intervento del Ministro Speranza: “Chiediamo al Ministro – si legge in conclusione – di garantire non solo l’applicazione della 194, ma il diritto delle donne all’autodeterminazione, prendendo anche esempio dai tanti paesi europei per la definizione dell’utilizzo della pillola RU486 nelle nove settimane”.

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