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Partito Democratico, l'ex segretario Leonelli lascia e aderisce ad Azione: "L'interesse perseguito non è quello del Paese"

Una dura lettera di addio ai democratici per poi sposare la proposta politica del movimento liberal-riformista di Carlo Calenda

Giacomo Leonelli, ex segretario regionale ed ex consigliere regionale del Partito Democratico, ha annunciato sulla pagina di Facebook di lasciare il partito del neo-segretario Letta per aderire ad Azione di Carlo Calenda, partito liberal-riformista, che i sondaggi nazionali accreditato tra il 3/4 per cento. Leonelli ha scritto chiaramente di non poter continuare a sostenere un partito che, cambia segratario, ma non effettua nessuna discussione su programmi e valori per un Paese travolto dalla pandemia. Un partito incentrato più sugli interessi interni che sulla politica e lo sviluppo di un rilancio dei territori italiani. "L’unica chiave di lettura possibile - ha scritto Leonelli a riguardo dell'ultima assemblea nazionale - di fronte a questo è appunto che l’interesse perseguito non sia quello di interpretare le esigenze della comunità per proporre risposte adeguate, ma quello di salvare i destini personali dei capicorrente e dei loro sodali, che probabilmente hanno visto in Enrico Letta un abile pilota della “safety car” che traguardasse il PD alle elezioni mantenendo posizioni e posizionamenti consolidati. Tesi avvalorata peraltro della retorica con cui tutti si sono affrettati a stoppare sul nascere l’ipotesi di un congresso post emergenza, proprio perché il concorrente dato per favorito rispetto a tutti gli altri, era uno che avrebbe potuto rompere quegli equilibri".

L'ex segretario era già con un piede fuori dal partito dopo che aveva reso noto che non avrebbe partecipato al congresso regionale del PD, non riconoscendosi di fatto in nessuna delle proposte avanzate. "In queste settimane però è accaduto qualcosa di peggio: e cioè che il PD di fronte alla domanda diffusa di un nuovo paradigma sociale ed economico nazionale, europeo e mondiale, ha preferito, anziché avviare una discussione a viso aperto di fronte al Paese, mantenere i rapporti di forza delle sue correnti.  Questo per me è inaccettabile: io mi fermo qui. Lascio questo PD senza rancore, grato comunque a un partito che mi ha permesso straordinarie esperienze umane e politiche, e soprattutto a una comunità diffusa generosa e che mi porterò nel cuore.   Lascio a testa alta, con la coscienza a posto e nel rispetto di quel partito e di quegli elettori che hanno creduto in me".

Dopo la spiegazione dell'abbandono, quella del nuovo inizio con Azione di Calenda: "Ho deciso di aderire ad Azione perche ho sempre visto in Azione un contenitore “sano”, costruito dal basso, dalla sincera impronta liberale e riformista, che ha sempre anteposto i contenuti e la proposta alla demagogia e al populismo, e che non ha esitato a schierarsi apertamente in battaglie controcorrente quando le ha ritenute giuste. E in un mondo dove troppo spesso la dinamica politica è mossa “dagli interessi”, piuttosto che “dall’interesse”, per me è già abbastanza". Per Azione Umbria è il primo pezzo da novanta ad entrare nella nascente comunità che sta collaborando con i Civici Per di Fora. 

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