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Nuova legge sulle acque minerali, Morroni: "Gara per l'affidamento, stop a proroghe, aumento canone e controlli sul bacino"

Attualmente la regione all'anno incassa qualcosa 1milione 400mila euro di canoni ed il settore che sta reggendo alla crisi dei consumi causata dalla Covid


Una legge regionale  sulle acque minerali moderna, che proverà ad essere rispettosa anche del livello delle risorse idriche, ma soprattutto trasparente nell'affidamento tramite gara e senza più proroghe. Con un chiaro riferimento agli usi civici dei vari territori, ma quest'ultimo aspetto potrebbe non bastare per fermare lo scontro di uno dei conflitti più importanti in Umbria: quello di Gualdo Tadino tra la Comunanza agraria da una parte e dall'altra Comune-Rocchetta e Regione. Altro aspetto di novità della legge varata dal vice-presidente Roberto Morroni: sta nella modifica della tariffa del canone per l'acqua prelevata dai privati che sarà aggiornata dopo che dal 2008 era ferma solo ad 1 euro al metro cubo.  

“La prima novità, legata alla segnalazione circa i principi di concorrenza e trasparenza - ha spiegato Morroni in video-conferenza stampa - è l’introduzione della procedura di evidenza pubblica per il rilascio della concessione. Un cambiamento sostanziale, poiché scompaiono gli istituti del rinnovo e della proroga previsti nel 2008. Affinché la concessione possa tradursi in occasione diffusa di sviluppo e occupazione, abbiamo scandito parametri e criteri che guideranno nella scelta fra i potenziali concessionari: la presentazione di un piano industriale, del relativo cronoprogramma, del piano finanziario”.

Altro tema importante, i canoni dovuti non solo per l’acqua imbottigliata, ma anche per quella utilizzata all’interno del ciclo produttivo. Attualmente sono in vigore i canoni del 2008, 1 euro a metro cubo; ci sarà un aggiornamento nel 2022, ma da subito verrà fatto un adeguamento all’indice Istat. Attualmente la regione all'anno incassa qualcosa 1milione 400mila euro di canoni ed il settore, anche per le previsioni future, gode di buona salute dato che la crisi economica per via della Pandemia non ha interessato le aziende più importanti che operano in Umbria. Sono stati forniti alcuni dati rilevanti del settore delle acque minerali n Umbria: 7 gli operatori del settore; 15 le concessioni; 18 le acque minerali; 9 gli stabilimenti. 

Obiettivo della legge anche quella di tutelare il patrimonio risorsa acqua con nuovi controlli mirati: due anni prima della scadenza della concessione, il concessionario è chiamato a presentare uno studio quali-quantitativo sullo stato del bacino, sulla base del quale la Regione potrà valutare con maggiore consapevolezza se e come andare a nuova gara”.

“Inoltre – ha proseguito Morroni -, è prevista una ‘stazione di controllo’ a metà della durata della concessione, a 12 anni e mezzo. È la testimonianza tangibile dell’attenzione che la Regione rivolge verso l’utilizzo razionale e sostenibile delle acque minerali umbre”.

Il vicepresidente Morroni si è soffermato poi sugli usi civici. “Nella nuova disciplina viene riconosciuto il ruolo delle Comunanze, con la corresponsione di indennità per le aree di tutela assoluta interessate da cambiamenti di destinazione d’uso e ristori per eventuale limitazione di diritti di uso civico. Ma si riafferma che il potere concessorio è solo in capo alla Regione”.“Con la nuova legge, frutto di una fase partecipativa molto intensa e di un confronto molto articolato e costruttivo che ha rafforzato e migliorato il testo – ha detto ancora – la Regione Umbria entra nel novero delle Regioni con un quadro normativo avanzato e moderno. L’approvazione è uno degli elementi più rilevanti di questa prima parte della legislatura”.  

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