Crisi in Umbria, la Lega presenta un piano sociale: sostegno alimentare, pagamento utenze e medicinali gratuiti

Il piano sarò spiegato in Giunta dall'assessore alla salute e al welfare Luca Coletto

La Lega ha presentato un proprio piano di sostegno agli umbri in difficoltà economica dopo l'emergenza coronavirus che sarà presentato in Giunta regionale dall'assessore alla salute e welfare Luca Coletto. Una proposta firmata da tutto il gruppo regionale che va soprattutto incontro alle situazioni di maggiore difficoltà legate alla disabilità e alla non autosufficienza" proponendo all’Esecutivo di integrare, con fondi propri, il supporto all’assistenza domiciliare, nonché di sostenere l’acquisto di strumenti per le attività socio educative e didattiche. 

Tra i punti forti del piano: il sostegno alimentare costante nel tempo e non una tantum, il pagamento di utenze e l’acquisto di medicinali. Inoltre il finanziamento per implementare le strutture per l’attività dei minori sia in ambito sportivo che culturale-sociale,  sempre nel rispetto delle misure di contenimento del virus”.

I consiglieri leghisti hanno spiegato che questo è il primo pacchetto di proposte a cui ne seguiranno presto altre, anche in considerazione, denunciano, "della pressoché totale indifferenza da parte del Governo nazionale nei confronti della famiglia, tradotta nell'assenza di misure adeguate all'interno del pacchetto Cura Italia".

“Quando si parla di povertà – puntualizzano -, non ci si riferisce solo alla povertà reddituale o alimentare, sanitaria, educativa, ma anche ‘umana’, laddove le reti sociali informali vacillano e le solitudini incalzano, lasciando nell’invisibilità persone e bisogni vecchi e nuovi”.

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“La famiglia – hanno concluso - è il principale ‘incubatore’ di solidarietà e di valore civico. È la rete primaria che accoglie i bisogni di ogni persona, le altre reti intervengono solo in via sussidiaria, quando le famiglie non riescono ad essere il primo ammortizzatore sociale dei bisogni. Il covid19 ha lasciato ferite profonde in molte famiglie già vulnerabili e ha creato bisogni nuovi in nuclei che vivevano una precaria stabilità".

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