Coronavirus, l'economia del bosco è ferma. Marchetti al Governo: "Danno enorme per i territori di montagna"

Interrogazione del deputato leghista per sbloccare il settore fondamentale per le piccole comunità umbre già provate dalla crisi economica dei passati anni

Se ne parla poco, rispetto ad altri settori economici, ma la silvicoltura - l'economia del bosco, in particolare derivanti dal taglio degli alberi - per l'Umbria è vitale, dà posti di lavoro e produce ricchezza soprattutto per quei territori margiani, di montagna che stanno subendo più di tutti (la crisi prima) il blocco per arginare il contagio da coronavirus.

La silvicoltura è ferma, completamente ferma. Perchè non considerata attività fondamentale per il Paese. Un danno anche per migliaia di famiglie che utilizzano la legna come fonte di riscaldamento. Il deputato della Lega Umbria, Riccardo Augusto Marchetti, ha raccolto il grido d'allarme degli imprenditori umbri della silvicoltura ed ha presentato una interrogazione parlamentare per sbloccare l'attività e prevedere delle deroghe per consentire di allungare la stagione.  

“La silvicoltura è un’attività vitale per molti territori - ha esordito il deputato della Lega,  - ma il governo, con il DPCM 25 marzo 2020, ne ha impedito la prosecuzione. Tale restrizione ha causato ingenti danni non solo ai lavoratori del settore, ma a intere comunità, in modo particolare a quelle periferiche, che utilizzano la legna quale unico strumento per il riscaldamento. È necessario che il grido d’aiuto che giunge dalle comunità, arrivi in parlamento affinché il governo spieghi come intende procedere per sbloccare il settore".

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In Umbria la raccolta della legna è consentita fino al 15 aprile, ma a causa dell’emergenza sanitaria in atto, l’attività è in stallo dallo scorso 26 marzo. "Sarebbe pertanto opportuno - ha concluso l’onorevole della Lega - che il governo disponga la ripresa dell’attività silvicola e una proroga della scadenza, per consentire oltre tale data almeno di recuperare quanto tagliato e rimasto abbandonato nelle aree boschive”.
 

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