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'Nodino' di Perugia, il Comune dice no. Il sindaco Romizi: "Nessuna fuga in avanti"

Approvato a larga maggioranza in commissione l'odg contrario al progetto sostenuto dalla Regione. Sul tema interviene anche la Camera di Commercio dell'Umbria: "Viabilità nel caos, il problema va risolto e superato"

Continua a far discutere il 'Nodino' di Perugia, la variante da Collestrada a Corciano per superare gli ingorghi delle attuali gallerie del Raccordo. E mentre il 'Comitato Salviamo Collestrada' che si è costituito formalmente lo scorso 8 aprile ha annunciato una manifestazione che si terrà il 2 maggio con presidi su tutte le aree interessate dal progetto contestato, anche il Comune dice "no".

Ieri in III commissione consiliare permanente si è infatti discusso l'ordine del giorno con cui i gruppi consiliari di Partito Democratico, Idee Persone Perugia e Rete Civica Giubilei chiedono che venga abbandonato tale progetto, "un’infrastruttura che sarebbe devastante, oltre che inutile, per un’area ad alto valore ambientale ed economico del territorio comunale". E la notizia è che l'odg del centro sinistra (all'opposizione in Consiglio) è passato a larga maggioranza (unica astensione quella della pentastellata Maria Cristina Morbello) e con i voti favorevoli dello stesso centro destra che dunque si è schierato contro l’opera.

L'odg propone di impegnare l’amministrazione a partecipare con il Consiglio i propri intendimenti riguardo al progetto del nodino di Perugia; a valutare soluzioni alternative a un progetto così impattante, che sfruttino in maniera adeguata le sedi attuali, accanto a una ricognizione nonché riorganizzazione/implementazione di un sistema pubblico dei trasporti che sia più efficiente ed efficace; a farsi portavoce di soluzioni che rispondano ai principi di sviluppo sostenibile e attuino una transizione ecologica autentica (in linea con quanto richiesto dal piano Next Generation EU); a farsi promotore presso la Regione e gli enti preposti, affinché vengano prese in considerazione ipotesi diverse, meno impattanti al fine di risolvere l'annoso problema del traffico; ad attivare un percorso partecipativo con i cittadini, in particolare con quelli residenti nei territori interessati dall'intervento.

L’ipotesi del 'nodino' però è tutt’altro che naufragata nelle intenzioni della Regione e di Anas. "La Regione nel corso della seduta - si legge in una nota del Comune - ha infatti fatto sapere che Anas considera il nodino di Perugia un problema prioritario per l’intera viabilità nazionale, e che la stessa Anas ha già avviato la procedura per un nuovo progetto, che sostanzialmente ricalca quello di quasi vent’anni fa. È vero che negli ultimi documenti regionali non compare l’opera, ma questo non dipende dal fatto che sia stata accantonata, ma semplicemente in quanto non rientra nei progetti dl Recovery Found, bensì in altri capitoli di spesa già aperti. Una doccia fredda per i rappresentanti delle associazioni e dei vari comitati che stavano partecipando alla riunione della commissione".

Lo stesso sindaco Romizi, straordinariamente in commissione, prendendo la parola ha voluto marcare la differenza con le scelte della Regione, criticando la posizione di Palazzo Donini e in particolare dell’assessore Melasecche per l’approccio mostrato su un tema così importante per la città e per le comunità. "Sembra infatti che il progetto riparta senza che vi sia stata una adeguata interlocuzione con le Istituzioni interessate - si legge ancora nella nota del Comune -. Ciò alla luce di una progettazione risalente ad ormai 20 anni fa, quando la città era molto diversa. Non è serio, secondo Romizi, riprendere in mano questa progettazione senza dare la possibilità alle comunità, alle Amministrazioni ed ai territori di potersi esprimere sulla validità dello stesso. Si tratta di una “fuga in avanti” che non ci conduce nella via corretta".

"Come Comune - ha rappresentato il sindaco - abbiamo chiesto già alla presidente Tesei di attivare dei tavoli tecnici con i soggetti interessati (Anas, Regione, Comuni, cittadini), perché lì devono essere individuate le idee progettuali alternative, magari utilizzando le proposte provenienti dalla cittadinanza". Romizi si è detto convinto che si debba puntare sul rafforzamento del tpl, con una riserva, ossia che ciò non sia sufficiente da solo per risolvere tutte le criticità di traffico e congestione. Circa il progetto Tram-treno l’amministrazione è concorde tanto è vero che è stata riproposta alla Regione questa possibilità, riconvertendo il tratto fcu che interessa la Perugia nord e poi le stazioni di Ponte San Giovanni e Sant’Anna. 

Rimane come punto fermo l’evidente criticità dell’area di Ponte San Giovanni che può essere risolta solo non ignorando le voci dei territori. "Richiediamo con grande convinzione e facendo tesoro delle preoccupazioni espresse dalla cittadinanza sulla tutela dei territori di pregio - ha aggiunto Romizi - la necessità di muoversi su due aree di azione: la necessaria partecipazione e la creazione di un tavolo tecnico". In conclusione il sindaco ha sostenuto come ad oggi, alla luce degli studi fatti, il nodino non sarebbe risolutivo per risolvere i problemi di traffico della città.

Sul tema intanto interviene anche la Camera di Commercio dell’Umbria: "Quest’opera - afferma il presidente Giorgio Mencaroni - deve essere valutata ovviamente con l’occhio del tecnico e dell’esperto di viabilità, che, innanzitutto, devono dare risposta ad alcune domande basilari: è realmente utile alla soluzione di un problema serio e complesso, che attende da troppo tempo di essere risolto? Il Nodino è un opera sostenibile sul piano tecnico, economico, e soprattutto ambientale? Al punto in cui siamo, da ogni dove, ognuno sta fornendo la propria risposta, di cui spesso non si riconosce il fondamento, ma che regolarmente è sempre contrapposta e inconciliabile con le altre. "Ritengo saggio ed equilibrato, e ne condivido in pieno il senso, il richiamo della presidente Donatella Tesei che ha invitato tutti gli attori in campo, Istituzioni, enti rappresentativi degli interessi, comitati cittadini, associazioni ad impegnarsi, con spirito fattivo, nella ricerca delle migliori soluzioni". 

E ancora: "Come Camera di Commercio dell’Umbria, dico con chiarezza, che solo investimenti in una infrastruttura sostenibile favoriscono la crescita economica, creano posti di lavoro e promuovono il benessere dei cittadini. Allo stesso tempo, e con altrettanta decisione, affermo che il problema deve essere finalmente risolto e superato. Attraverso la realizzazione di opere all’altezza delle aspettative, che si chiamino Nodo o Nodino. Con il primo che ovviamente sarebbe preferibile. Da venti anni la viabilità di Perugia vive nel caos. Con danni alla qualità della vita e alla salute dei cittadini. E freno allo sviluppo economico dell’intera provincia di Perugia. L’Umbria ha bisogno di più crescita, più occupazione, più investimenti infrastrutturali e oggi si trova di fronte ad un’occasione senza precedenti. Le risorse del Recovery Plan - conclude Mencaroni - ci offrono l’occasione per ricostruire una regione nuova, migliore. Con le infrastrutture, tassello chiave della rinascita, nel ruolo di moltiplicatore di investimento. Non sprechiamo l’opportunità”.

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