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Dopo lo scandalo rifiuti in Umbria: "La gestione sia pubblica e la strategia 'rifiuti zero'"

Sel ha voluto rilanciare la discussione lanciando una domanda al mondo della politica umbra dopo inchieste, sequestri e persino una pesante interdizione anti-mafia. Più pubblico e più cittadini nei Cda per controllare il servizio

Tanta voglia di gestione pubblica, con tanto di cittadini nei consigli di amministrazione, sia per acqua che per i rifiuti. Tanta voglia dal basso rappresentata dal Movimento 5 Stelle e ora anche da Sinistra Ecologia e Libertà, mentre a livello di business e di istituzioni si frena sull'esclusione di partner privati nelle cosiddette partecipate. 

Sel ha voluto rilanciare la discussione lanciando una domanda al mondo della politica umbra dopo inchieste, sequestri e persino una pesante interdizione anti-mafia: "Possiamo davvero affidarci, in settori così delicati, a pseudo società miste in cui i soggetti privati fanno pesantemente i loro interessi, in modo lecito o meno lecito, sulla pelle dei cittadini che pagano tariffe salatissime?".

L'Obiettivo della sinistra è quello di attuare un modello trasparente per i rifiuti: "Ancora una volta ripetiamo quello che diciamo da sempre: la politica “rifiuti zero” è l’unica via maestra da percorrere con convinzione e forza, anche al fine di evitare speculazioni e favorire una corretta salvaguardia ambientale a favore delle future generazioni". La Regione e i comuni dell'Umbria che ne pensano?

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