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Covid, Fora alla Tesei: "Vaccino urgente anche per collaboratori e impiegati degli studi medici"

Il capogruppo del Civici, preoccupato sulla gestione vaccini, lancia due richieste alla Giunta e chiede tempi certi

Tempi certi per vaccinare anche farmacisti, odontoiatri e medici a partita Iva. E una corsa preferenziale anche gli impiegati amministrativi e di segreteria che operano negli studi medici e presso medici di famiglia. Le richieste al Governo della Tesei sono state fatto direttamente dal capogruppo dei civicici, Andrea Fora. Il via libera anche a queste categorie di medici, in via priorità o prima della vaccinazione cosiddetta di massa (categorie non a rischio), è stato già dato dalla task-force sanitaria in attesa di dosi maggiori di vaccino. Al momento ci sono 13mila tra personale sanitario e operatori e ospiti delle Rsa in Umbria da tutelare immediatamente. Poi dovrebbe scattare la nuova fase per gli altri soggetti fondamentali per la lotta al Coronavirus. 

"Il 5 gennaio il vice commissario all’emergenza Covid, Massimo D’Angelo - ha ricordato Fora - in una nota stampa ha affermato che ‘la Regione nel momento in cui acquisirà maggiori dosi vorrà promuoverà un’ulteriore linea di intervento vaccinale sui farmacisti, sugli odontoiatri e sui medici a partita iva, sulla base della valutazione del rischio in modo da garantire la vaccinazione sulla base di priorità. È di tutta evidenza che occorre in brevissimo tempo sottoporre a vaccinazione tutto il personale e le professioni che ruotano attorno alla sanità e a contatto diretto con i cittadini". 

La richiesta di vaccinanzione, con tanto di programmazione certa, anche dei dipendenti degli studi medici è stata così giustificata da Andrea Fora: "Anche negli ambulatori medici dove fra gennaio e marzo anche per le patologie stagionali, sosterranno un numero di cittadini e pazienti sempre maggiore. Per questo occorre includere fra i soggetti da vaccinare in via prioritaria gli informatori scientifici del farmaco, che alcune Regioni come ad esempio la Basilicata e la Campania hanno già assimilato ad operatori, ma anche il personale sanitario”.

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