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"Con i fondi Pnrr e le nostre riforme, puntiamo a 4 punti di PIl, 13.500 nuovi occupati. Maxi fondo per le famiglie"

La presidente regionale Donatella Tesei spiega in aula gli obiettivi e gli investimenti per il 2023-2025 per rafforzare l'Umbria - che viene da tre anni di crescita - e affrontare le sfide: Inflazione, caro energia e stretta creditizia peseranno sull’Umbria

"L’Umbria si appresta ad essere la prima regione italiana per crescita del Pil. Un fatto storico. La ricetta economica che abbiamo scelto ha funzionato: abbiamo rimesso al centro l’impresa per creare sviluppo e lavoro. Abbiamo creato le condizioni per attrarre società e persone in Umbria. Abbiamo attivato risorse inedite per sostenere le famiglie. Nuove sfide però incombono ma saremo nelle condizioni di affrontarle, grazie al lavoro fatto in questo triennio". L'analisi porta la firma della Presidente Tesei, preoccupata per le sfide 2023, ma con le spalle coperte dai dati economici - nell' ultimo triennio come confermato da Banca Italia nell'ultimo dossier - che confermano l’Umbria sopra la media nazionale su tutti i parametri economici più importanti, segnando una inversione di tendenza e riconquistando livelli pre- covid. Inflazione, caro energia e stretta creditizia peseranno sull’Umbria. Ma non solo questo: mai come negli ultimi anni - con provvedimenti economici, sulla formazione professionale e sul sostegno per le nuove nascita - la Regione sta affrontando la drammatica sfida del calo demografico che incide sul più complesso fenomeno dello spopolamento - emigrazione giovanile soprattutto - dei territori marginali e di montagna.

L’Assemblea legislativa ha approvato, con 13 voti favorevoli della maggioranza e 5 voti contrari della minoranza, le Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2023-2025 (Legge di stabilità regionale 2023) e il Bilancio di previsione della Regione Umbria 2023-2025. Nel Defr per il terzo anno non sono state aumentate le tasse, nonostante le ristrettezze del bilancio regionale.

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 "Nel documento economico - ha spiegato la Tesei -ci sono 10 chiari obiettivi: sviluppo dell’aeroporto e uscita dall’isolamento, dopo 20 anni di disattenzione e mancata consapevolezza sull’importanza delle infrastrutture. Nel passato ci sono stati forti investimenti sull’aeroporto ma solo oggi, con idee chiare, esso ha iniziato ad essere un vero motore di sviluppo, con 350mila passeggeri. E possiamo arrivare a 500mila. Sul turismo, una vera industria regionale, c’è stato uno sviluppo legato ad una idea chiara di sviluppo e promozione che non c’è mai stata prima".

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"Altro grande obiettivo - ha continuato nella sua relazione - è il sostegno alle famiglie: abbiamo già stanziato milioni di euro, cosa mai avvenuta. Stiamo lavorando sulla sanità, tema rilevante per tutte le regioni. I problemi nei Pronto soccorso ci sono ovunque. Stiamo lavorando per superare gli effetti del Covid, che ancora impegna le nostre strutture, procedendo con la riorganizzazione della rete sanitaria. Vogliamo proporre un nuovo modello di formazione e di lavoro. Vogliamo rendere la macchina regionale più leggera e veloce, anche grazie alla Partecipate, riformate e razionalizzate".

Il 2023 è anche l'anno dei tanti milioni delle risorse comunitarie con forti impegni di cofinanziamento da parte dello Stato e della Regione. La manovra regionale stanzia ben 28 milioni per il trasporto pubblico locale, per garantire un servizio fondamentale. Sul Pnrr Umbria, quello che è stato intercettato fino ad ora ammonta ad 1,7 miliardi. Superiore del 25% rispetto alla media nazionale pro capite, secondo Bankitalia.

"Nei prossimi 4 anni, grazie ai fondi del Pnrr, potremo avere 4 punti di PIl e 13.500 nuovi occupati. La Regione irrobustirà la propria struttura per gestire questi fondi, che però verranno gestiti da Comuni ed enti statali. Fin dall’inizio abbiamo evidenziato che mancava un ruolo forte delle Regioni nella gestione dei bandi per le risorse comunitarie. Questo purtroppo non è avvenuto. Ci aspettano nuove sfide, sempre puntando a costruire una terra attrattiva e ospitale, più accessibile, più attenta alle esigenze del mondo del lavoro, più vicina alle famiglie e ai giovani. Queste linee sono tutte contenute nel Defr, con la consapevolezza che questa rivoluzione si potrà concludere nell’arco di
10 anni”.

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