Fase 2, le linee guida e i paletti del Piano Tesei: "Sarà dura, ma vogliamo essere un esempio a livello nazionale"

Una task-force con la collaborazione dell'Università e di tutte le associazioni di categoria al lavoro sul dossier Umbria: "Stiamo ragionando su come riaprire e non sul semplice riaprire tutto e via. La battaglia non è vinta ancora"

La fase 2, quella della graduale ripartenza delle attività economiche e degli spostamenti, passa rigorosamente per il Governo nazionale e le sue task-force economiche e scientifiche. Ma L'Umbria - esempio di regione che ha saputo combattere e sta continuando a contenere il nemico invisibile, il Covid - ha fretta di ricominciare e soprattutto ha le condizioni ideali, al momento, non solo per farlo ma per poter essere un territorio laboratorio su scala nazionale. Per questo, la presidente Donatella Tesei, ha voluto presentare oggi, 17 aprile, le linee guida, la squadra e gli obiettivi per la fase 2 su scala regionale e nazionale. Insieme a lei il Magnifico Rettore, Maurizio Oliviero, e il prefetto di Perugia Sgaraglia (oltre che l'assessore Coletto e il dirigente regionale Claudio Dario, due degli attori protagonisti della lotta al coronavirus). 

“La prossima settimana concretizzeremo in un protocollo - ha annunciato la Tesei - le linee guida per la riapertura graduale delle attività produttive e del ritorno alla vita normale nella nostra regione, nella massima sicurezza e nella massima tutela della salute per tutti, frutto di uno studio molto approfondito e di un lavoro sinergico di confronto con le parti sociali, le associazioni datoriali, con l’Università e il Comitato tecnico-scientifico, e condiviso con la Prefettura di Perugia. Lo proporremo in sede di Conferenza delle Regioni, convinti che l’Umbria, per le sue caratteristiche e il lavoro svolto, abbia un valore aggiunto per la fase 2 che possa essere d’ausilio per l’intero Paese e che auspichiamo di condividere con il Governo”. 

IMG-20200417-WA0012-2Il Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Perugia, Maurizio Oliviero, ha rimarcato a sua volta la valenza di “una strategia condivisa che produce benefici da parte di una grande macchina, che lavora non solo per questa regione ma per questo Paese; il nostro faro di riferimento è la tutela della salute”

La presidente Tesei  ha voluto costruire una squadra di professori-politici-categorie-sindacati perché, come ha ribadito, in questo momento storico "fare squadra" e mettersi insieme rappresentano i due elementi vincenti per ritornare gradualmente alla normalità. Stavolta le appartenenze, le filosofie e la politica non possono dividere, perché c'è in ballo il futuro dell'Umbria e degli umbri. "Partiamo da una premessa - ha ribadito la Tesei - al primo punto del nostro progetto di cosiddetta Fase 2 c'è sempre la sicurezza delle persone e della comunità umbra. Dobbiamo essere consapevoli tutti che bisogna arrivare ad una riapertura graduale avendo messo a punto tutti i protocolli sanitari, le linee guida sulla prevenzione e avere una macchina rodata e in grado di intervenire per contenere il coronavirus. Questo è fondamentale: perché bisogna interrogarci, e lo stiamo facendo tutti insieme, non su quando riaprire a tutti i costi, ma su come riaprire tutelando la salute degli individui e riprogrammare il tessuto sociale ed economico. Perché potenzialmente, riaprendo anche gradualmente, si potrebbe verificare una crescità dei contagi. Ecco questo noi lo dobbiamo impedire prevenendo e circoscrivendo gli eventuali focolai".

Nella fase 2 dunque sarà fondamentale sia la caccia agli asintomatici che il potenziamento della medicina sul territorio. "Con i test rapidi che abbiamo già sperimentato in questa fase di emergenza - ha spiegato la governatrice Tesei - andremo all'individuazione delle persone asintomatiche che rappresentano il vero rischio di un ritorno importante dei contagi una volta riaperte attività e riammessi gli spostamenti. I protocolli scientifici, elaborati con le categorie e con l'Università, riguarderanno tutti i settori produttivi fino ad arrivare a ripensare, in questa fase, un settore che ci preoccupa molto: quello del turismo, della ricettività e della ristorazione. Dobbiamo riaprire ma sempre e solo in sicurezza: da qui l'esigenza di un gruppo di lavoro a 360 gradi che sappia declinare le linee guida in provvedimenti specifici, realtà per realtà produttiva".

IMG-20200417-WA0016-2La task-force per la fase 2 in Umbria recipirà le norme del governo e poi cercherà di declinarle sul territorio. "Spetta allo Stato dare certe indicazioni - ha continuato la Tesei - ma è ovvio che noi faremo la nostra parte anche perché l'Umbria ha caratteristiche e una diffusione del contagio differenti da altri territori. E questo lo faremo capire, con un nostro dossier Fase 2, anche sul tavolo nazionale. Aggiungo rivolgendomi ai cittadini che è fondamentale il loro contributo nelle prossime settimane: infatti la responsabilità personale nel rispettare le regole che ci siamo dati e ci daremo sta alla base di una Fase 2 ancora certamente complicata, dato che la battaglia al coronavirus non è vinta e non è terminata".

In attesa che la tak-force regionale declini le regole con protocolli settore per settore, anche sullaIMG-20200417-WA0018-2 base delle decisioni nazionali, si confermano dei paletti fondamentali: mascherine e guanti all'aperto e sui luoghi di lavoro, distanziamento obbligatorio sia nei locali pubblici che durante la giornata lavorativa, divieto di assembramenti ovunque con regolamentazione di un numero massimo di persone. Inoltre test rapidi anti-Covid capillari, sanificazioni costante nei luoghi più frequentati e diffusione ed utilizzo di disinfettanti. Un ritorno dunque graduale alla normalità lavorativa, ancora più graduale a livello sociale. Ma al momento non ci sono soluzioni alternative e non si può più aspettare dato che sono già devastanti gli effetti collaterali della pandemia sull'economia e molte famiglie sono costrette per tirare avanti ad usufruire dei pacchi viveri e dei bonus spesa. La prossima settimana sarà la volta della presentazione del piano economico per la Fase 2 di sostegno alle imprese. 

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Sul versante dei controlli anti-contagio il Prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia, ha elogiato la correttezza degli umbri che hanno dimostrato “un grande senso di responsabilità. Come prefettura saremo chiamati a vigilare anche sulla Fase 2  per la ripartenza delle attività nel rispetto della legalità e della sicurezza".

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